Il Giornale torna a deridere la famiglie gay, prendendosela pure con i pinguini



Il Giornale continua a non perdere occasione per ridere e deridere i gay, spesso con l'aggravante di una strenua promozione dell'odio omofobico. Ed è così che tal Felice Manti se n'è uscito con un articolo intitolato "Se i due papà-pinguini aiutano la causa gay" in cui scrive:

«Ma quanto sono bravi questi genitori gay», sono «molto più premurosi e attenti delle altre coppie».
Sono «una famiglia perfetta, insieme sono una grande squadra». Eccola, la narrazione politicamente corretta griffata New York Times che ieri ha fatto breccia nei principali siti di informazione italiana. E così in poche ore la parola d'ordine è diventata «due gay crescono meglio un figlio di una coppia etero». La storia che arriva da uno zoo acquario di Sidney è vera, il sentimento probabilmente ancor di più, ma è stata confezionata «ad arte» visto che ha inizio guarda caso poco dopo il referendum via posta con il quale gli australiani si sono espressi in favore della legalizzazione delle nozze gay.

Ma dato che quella teoria non piace al quotidiano di estrema destra, ecco che il signor Felice Manti si propone come detentore unico e ultimo della verità sulla natura, asserendo:

In natura si cerca di tutelare la specie, in molte specie si «adottano» letteralmente i piccoli del branco rimasti orfani. Non c'entra l'essere gay, non c'entra la bravura o la competizione con le coppie etero. È un atteggiamento «naturale», legato alla vocazione primaria delle specie animali, è l'istinto di conservazione della specie. Quello che noi abbiamo perso.
Ed è così che tra i commenti troviamo il consueto odio omofobo ostentato dai loro lettori, opportunamente addestrati a vomitare insulti gratuiti contro chiunque non sia bianco, eterosessuale e possibilmente leghista. Ed è così che leggiamo frasi come:

  • Sì certo, una famiglia fondata sulla sodomia
  • Se vogliono fare propaganda vuol dire che si sentono complessati
  • Strategia già preannunciata negli anni '80 nel libro 'After the Ball'. Prima normalizzare; poi la propaganda del primato qualitativo. Questi poveracci hanno veramente una pessima fiducia negli altri se pensano che basti un po' di bugie sapientemente cucinate per gabbare i polli, e hanno anche poca stima di sé se cercano sempre e disperatamente un mammifero o qualche altra bestia attraverso cui giustificarsi.
  • Io nella mia vecchia fabbrica avevo due bastardini trovatelli, cioè due cani che mi erano arrivati in fabbrica stremati e magri come scheletri, Nessuno dei contadini attorno li aveva mai visti. Me li presi, li rifocillai, chiamai il veterinario e dopo un paio di mesi erano diventati la gioia di tutta la fabbrica, sempre allegri e sempre piani di amore per noi umani. Non si separavano mai, dove andava uno andava l'altro, dormivano sempre assieme, al punto che il custode, che li nutriva tutti i giorni, con del legno costruì una cuccia comune a tutti e due. E i miei operai mi domandavano: ma non è che sono due cani... con il vizietto. Arrivarono alla maturità sessuale e tutti e due diventarono di nuovo dei vagabondi alla ricerca di femmine con cui accoppiarsi, ed entrambi diventarono padri di bei cucciolotti. Fine della storia, Nulla è peggio della congrega lgtb per inventarsi balle e portare l'acqua al loro squallido mulino
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