La surreale lettera di Adinolfi a TPI: «Io invito a non usare il preservativo perché uomo di fede»



In una surreale lettera invita a TPI, è dopo la consueta diffamazione di Gayburg che il fondamentalista Mario Adinofli se n'è uscito dicendo che è suo diritto diritto andare in giro a dire che non bisogna assolutamente usare il preservativo perché lui dice di essere "cristiano". Quindi, nel suo vittimismo che lo contraddistingue, è tirando in ballo Dio che se n'è uscito scrivendo:

Io sono un cattolico praticante e sono contrario all’utilizzo dei metodi anticoncezionali artificiali: pillola, preservativo, spirale, diaframma e chi più ne ha più ne metta. Esistono metodi naturali interessanti rispetto ai quali la Chiesa non esprime contrarietà. Non obbligo nessuno ad avere gli stessi miei convincimenti religiosi, chiedo semplicemente rispetto per gli stessi, non in quanto miei, ma in quanto contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Nella quale ripongono la loro.

Bhe, nessuno gli ha impedito di fare sesso bareback con le rispettive madri delle sue figlie e nessuno gli vieta di prendersi malattie se decidesse di farlo con la prima che passa per strada. Lui può fare quello che vuole, così come sarebbe giusto che lo stesso principio valesse anche per gli altri.

Se pare la pena sorvolare su come lui sostenga di affidarsi ciecamente al catechismo Cattolico nonostante quei documenti dicano chiaramente che la sua seconda unione matrimoniale renda la sua famiglia un qualcosa che «oggettivamente contrasta la legge di Dio», è nella trascrizione della sua intervista a Radio Cusano Campus, da lui stesso linkata sui suoi profili social, che si legge:



Se a nome di un partito politico (così lui lo definisce) si afferma che si è contrari all'uso dei preservativi perché «chi è più continente non corre rischi», cosa si sta dicendo di chi non è continente?
Se lui chiede rispetto per il suo sostenere opinabilmente di essere "cattolico" e quindi inflessibile nel voler imporre le regole del Catechismo alla vita altrui, non sta forse calpestando il diritto di chi la pensa diversamente? Non sta minacciando la salute di chi non ha voglia o non ha intenzione di dedicarsi alla castità solo solo perché lui dice che a Dio piacerebbe vedere persone che praticano sesso bareback o che tentano il salto della quaglia? Togliere la protezione a chiunque usufruisca del proprio diritto di poter avere rapporti occasionali significa essere irresponsabili e spingerli verso le malattie. E questo è un dato di fatto.
Per avere una riprova, basterebbe anche solo pensare a cosa accadrebbe se si applicasse la teoria di Adinolfi a quei testimoni di Geova che tirano in ballo la religione per sostenere che loro non vogliano si possa salvare la vita ai figli leucemici attraverso una trasfusione. Se oggi è prassi che un giudice tolga loro la patria podestà e permetta ai medici  si salvare la vita del minore, la teoria è Adinolfi è che «per rispetto» delle loro credenze religiose si dovrebbe permettere loro di portare alla morte loro figlio. Peccato che in quel modo si neghi completamente l'esistenza dei diritti altrui, arrivando a sostenere che la presunta «libertà» di qualcuno possa calpestare la libertà altrui.
E negare un preservativo ad un adolescente che non ha alcuna intenzione di restare puro e casto non è meno criminale del voler negare una trasfusione ad un bambino leucemico.

Buffo è anche il suo trasformismo. Se nell'intervista ha espresso la sua contrarietà ai preservativi mentre si parlava di Aids, curioso è come ora si metta a parlare di anticoncezionali quasi come se il tema fossero le gravidanze indesiderate e non le malattie sessualmente trasmissibili. Evidentemente cambiare il soggetto al tema era un modo per negare quello che aveva detto.
E chissà che qualcuno non possa spiegargli che il fallimento dei metodi tradizionali è la prima causa degli aborti, visto che lui vorrebbe vietarli ma poi non pare propenso a proporre soluzioni per cercare di prevenirli.
Tirando le somme, resta comunque l'immagine un un prepotente che chiede rispetto mentre lo nega ai veri cattolici nel suo andare in giro a raccontare che sarebbe colpa di Dio se lui odia i gay, sarebbe colpa di Dio se lui non vuole dare ospitalità agli stranieri e sarebbe colpa di Dio se lui pretende che le donne si siano obbligate a sottomettersi dinnanzi al suo pene. Perché a furia di inveire contro Dio, il signorino inizia a rasentare la blasfemia oltre che offendere il sentimento religioso di migliaia di persone al solo scopo di elemosinare un po' di visibilità mediatica.

A proposito, se lui non obbliga «nessuno ad avere gli stessi miei convincimenti religiosi» e chiede «semplicemente rispetto per gli stessi», com'è che non passa giorno senza che lui ostenti neghi rispetto alle famiglie contrarie ai suoi "convincimenti "mentre pretende che PER LEGGE venga negata pari dignità alle unioni gay? I gay sono forse cittadini di serie b dato che lui non tollera possa esserci rispetto per le loro famiglie e i loro affetti?
E se davvero è così "cattolico" come dice, forse dovrebbe sapere che Gesù era chiaro sul fatto che non bisognasse fare agli altri ciò che non si vuole venga fatto a sé stessi?
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