Rimossa per essersi rifiutata di censurare i libri dedicati alle famiglie arcobaleno, fa' ricorso



Ricordate la vicenda della bibliotecaria rimossa dall'amministrazione di Todi perché contraria alla censura dei libri sulle famiglie arcobaleno? Lo scorso giugno fu il sindaco in persona, accompagnato da due assessori, a chiederle la rimozione di alcuni libri che loro sostenevano fossero «gender». Davanti al suo rifiuto, fu trasferita in un altro ufficio. Il caso suscitò polemiche e interrogazioni parlamentari, ma niente che sia andato oltre l'invettiva.
Ora è stata l'ex bibliotecaria a presentare un ricorso formale, forte di come la sua avvocatessa, Nunzia Parra, si dica certa che «lo spostamento effettuato dal Comune tuderte è lesivo dell’interesse pubblico (inteso come buon andamento dell’azione amministrativa) nonché della professionalità e dignità».
Ora sarà un tribunale a dover decidere se la bufala «gender» conferisca il diritto di pretendere la censura dei libri che possono educare al rispetto i più piccoli .La prima udienza è stata fissata per il 28 marzo prossimo davanti alla giudice Marta D’Auria.
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