Salvini non vuole il processo e chiede agli amici di negare l’autorizzazione a procedere



Il 28 agosto scorso, Salvini si faceva propaganda elettorale raccontando a Libero che lui non avrebbe cercato i voti degli amici in Senato. Oggi, è in una lettera inviata al Corriere della Sera che il leader leghista chiede di essere sottratto al processo grazie ai voti degli amici.
Il tema è il sequestro di persona e l'abuso di ufficio relativo al caso Diciotti, con Salvini che ha tenuto in ostaggio i 190 naufraghi salvati nel canale di Sicilia dalla la nave italiana Diciotti, regalandosi selfie e sparate pubbliche per ribadire come il suo partito non avesse remore nel calpestare la vita umana pur di compiacere le frange più razziste del suo elettorato. Ora Salvini racconta che avrebbe agito per «la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante» e per «il perseguimento di un preminente interesse pubblico», chiedendo quindi al Senato di negare l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
Il «premiante interesse pubblico» pare la sua smania di propaganda elettorale sulla pelle dei più deboli, confermata da come la sua azione non abbia avuto alcuna conseguenza se non il clamore mediatico creato a fini elettorali.
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