Zambrano: «Mettere al bando Courage equivale a pubblicare un rinnovato manifesto della razza. L'anti-fascismo è fascismo»



Io devo poter vomitare tutto l'odio che voglio ma gli altri non devono poter proferire parola che a me non piaccia, altrimenti stillerò che quello è «gender» e chiederà a Pillon di spergiurare che lui creda all'esistenza della stregoneria. È quanto pare sostenere il fondamentalista Andrea Zambrano nella sua folle condanna della mozione approvata dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia in cui si chiede di investigare sulla legalità delle attività svolte da Courgae Italia.
Purtroppo sappiamo che Zambrano è l'uomo che vorrebbe vietare i funerali ai gay mentre difende le messe in suffragio del Duce, sappiamo anche che è uno strenuo promotore delle fantomatiche "terapie riparative". Tanto basta a comprendere quanta malafede debba esserci nel suo sostenere che nessuno voglia "curare" i gay mentre dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana si lancia nel sostenere che la difesa dei più deboli sarebbe «fascismo» dato che lui vorrebbe poter ledere e danneggiare impunemente la vita altrui in nome del suo inumano odio contro le minoranze. Ed è sempre ricorrendo ai soliti ritornelli integralisti sulla «libertà di espressione» che, alterando i i fatti, scrive:

Il Consiglio comunale della Città del Tricolore vota per mettere al bando l'apostolato Courage, minacciando profili penali perché propone la castità per gli omosessuali. Una violazione della libertà di espressione e di religione che si chiama fascismo. E guarda caso, poco dopo, il sito dell'associazione cattolica è stato hackerato.

Naturalmente nessuno propone profili penali a chi «la castità per gli omosessuali», ma il vero tema è la circonvenzione di incapace di chi sfrutta l'incapacità di chi non è in grado di accettarsi per promuovere teorie svolte a sostenere che l'omosessualità debba essere paragonata all'alcolismo.
Eppure è sempre sostenendo che si debba poter ledere la vita dei gay in nome di come lui sostenga che i suoi coiti lo renderebbero più gradito alla Madonna che incalza:

Un Comune si intesta una palese violazione della libertà non solo di espressione, ma anche di religione.
Grave dunque quanto accaduto a Reggio Emilia nei giorni scorsi e grave il fatto che nessuno abbia colto la pericolosità di un messaggio che, se esportato in format in molti altri consigli comunali d’Italia, potrebbe costituire apertamente una palese offensiva nel segno del totalitarismo politico.

Da copione, il fondamentalista passa anche alla consueta diffamazione pubblica di chi ci pone alla sua ideologia, motivo per cui si affretta a sostenere che le iniziative in difesa dei diritti mani sarebbero atti anticlericali:

Succede dunque questo. Il Consiglio comunale della Città del Tricolore è stato chiamato a pronunciarsi su un mozione presentata da un consigliere comunale PD, Dario De Lucia, il quale non è nuovo a iniziative pro Lgbt e palesemente anticlericali. La mozione consisteva nel condannare apertamente l’apostolato di preghiera Courage che non fa altro che offrire un cammino spirituale fedele alla dottrina della Chiesa per quei cattolici che hanno attrazione verso persone dello stesso sesso. Insomma, Courage non è una sorta di Arcigay cattolica, per questo bastano le tante sigle della galassia cattoarcobaleno, ma è un percorso di preghiera che in questi anni si sta presentando in sempre più diocesi per vivere nella castità e nell’amicizia disinteressata la tendenza omosessuale che il Catechismo definisce ancora un “disordine oggettivo”.
Una condanna da parte del più alto organo di rappresentanza della città verso quei cattolici che affrontano la propria condizione senza sottostare ai diktat della cultura gay friendly secondo la quale la condizione dell’omosessualità deve essere nientemeno che una variante naturale della sessualità.

Al solito, il fondamentalista tenta di sostenere che non si possa essere «cattolici» se non si odiano i gay e che le modifiche apportate al Catechismo legittimerebbero le lobby a lui vicine a promuovere pregiudizi contro l'evidenza appurata dall'Oms.
Se cambiassimo i termini, dovremmo sostare che lo stato non dovrebbe arrestare un santone che truffa i malati promettendo guarigioni miracolose se si affideranno a lui anziché ai protocolli medici. E questo nel caso di malati, non di persone che sono sane ma che Zambrano chiede siano patologizzate in modo che lui possa vantarsi di quanto gli piaccia fare sesso con le donne.

Lepre ostentando il suo disprezzo verso il consigliere,  Zambrano incalza:

De Lucia si era stracciato le vesti quando aveva saputo che anche in Diocesi a Reggio Courage aveva promosso alcuni incontri sotto la guida del vescovo Massimo Camisasca. E aveva gridato allo scandalo. La cosa sembrava sopita, ma è tornata fuori agli inizi del 2019 sotto forma appunto di mozione.

Ed ancora, l'uomo che non perde mai occasioni per promuover la sua amatissima ultra-destra si lancia persino nell'asserire:

Non c’è nulla di più fascista di chi si riempie la bocca con l’antifascismo e questa frase, incautamente votata dai consiglieri Pd e Cinque Stelle, tra le fila dei quali militano anche molti cattolici, è una spia rivelatrice di questa tendenza liberticida. Vedere un reato nelle realtà che non si conoscono o si rifiutano ideologicamente è tipico dei fascismi e dei totalitarismi in generale ed è sconcertante che non si sia levato nessuno a farlo notare in quella che, chiamandosi Sala del Tricolore, dovrebbe essere il tempio in cui si difendono gli ideali, giacobini di Fraternità, Uguaglianza e Libertà.

E dato che non c'è parola di Zambriano che non abbia finalità politiche volte alla promozione delle destre, ecco che arriva la solita lode a chi dice che i gay vogliono sentirsi dire che sono "sbagliati" in quanto non conformi ai pruriti sessuali di quello Zambiano che si pone come massima espressione del nuovo arianesimo promosso da Riccardo Cascioli:

Soltanto Roberta Rigon, capogruppo di Fratelli d’Italia a Reggio Emilia, votando contro, ha tuonato contro una mozione che svela l’intento discriminatorio di chi l’ha proposta e di chi l’ha votata, cioè la maggioranza che sostiene il primo cittadino Luca Vecchi, il quale dovrebbe rappresentare anche quei reggiani che, avendo tendenze omosessuali, vogliono essere aiutati in un percorso spirituale in cui si rinunci alla pratica degli atti per affidare come sacrificio una tendenza disordinata.

E dato che il fondamentalismo non si dimentica mai di fare vittimismo, ecco che il fondamentalista si mette a raccontare

Ma gli attacchi per Courage non si sono certo limitati alla politica reggiana. Proprio martedì sera il sito web [di Courage] è stato hackerato da ignoti e questo - per l’associazione – è “sintomo del grave clima di violenta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali che vogliono seguire Cristo, paradossalmente fomentato proprio da queste iniziative politiche e giornalistiche”.
Insomma, comunque la si giri, l’iniziativa del Comune di Reggio è una palese violazione di diverse libertà costituzionali e a stupire non dovrebbe essere il fatto che un eletto in consiglio comunale come De Lucia, evidentemente digiuno di queste cose, possa proporre simili attentati alla libertà di espressione, ma che questi vengano recepiti senza colpo ferire da chi – e leggi il Pd – si presenta con il ditino puntato per difendere la libertà di tutti. Un inganno, ovviamente. Ma che genera sempre più inquietanti presagi circa il rispetto della dignità della persona.
Mettere al bando un’esperienza di apostolato come Courage equivale a pubblicare un rinnovato manifesto della razza. Dunque, stai a vedere che il fascismo tanto evocato alberga proprio nei gangli della città medaglia d’oro della Resistenza? Ma non c'è da stupirsi, soprattutto se si pensa che il fatto è avvenuto nella stessa sala del Tricolore dove il sindaco Luca Vecchi ha già celebrato diverse unioni civili. Ovviamente riempiendosi la bocca con parole sulla libertà, il rispetto e l'inclusione.

Insomma, quelle unioni civili che lui vorrebbe fossero vietate sarebbero «il fascismo» di chi pretende di poter valutare l'ipotesi di rivolgersi ad un giudice qualora certe attività dovessero avere risvolti che rischiano di costituire reato.
E se per smentire tutta la propaganda defecata da Zambrano basterebbe anche solo leggere il racconto del giornalista de L'Espresso che ha partecipato a quegli incontri, impiegabile resta il perché racconti che i gay che non si accettano debbano essere lasciati liberi di compiere atti di auto-lesioniamo mentre chiede si vieti ai gay che vivono serenamente la propria vita di poter essere liberi di sposare la persona amata?
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