Contrordine. Pare che Google sia tornato a censurare Gayburg



Sembra che Google sia tornato a censurare i contenuti di Gayburg. Dopo lo sbocco di alcune ore fa, i nostri contenuti sono tornati ad essere imprigonati dietro ad un infamante messaggio in cui la multinazionale dice che i nostri articoli sarebbero «discutibili» e che i loro utenti farebbero evidentemente bene ad affidarsi ai tanti blog da loro pubblicati in cui vengono promosse fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità (tutti rigorosamente provi di avvertenze).
Se tanto basterebbe a domandarsi se Google abbia motivo di sponsorizzare i Pride anche se poi pare prediligere la propaganda neofascista, inaccettabile è come tutto ciò avvenga a sfregio del diritto di opinione e senza alcuna possibilità di veder riconosciuto il diritto alla difesa: ad oggi non ci è stata data possibilità di conoscere i motivi della censura anche se tutto fa pensare che ci abbiano chiuso perché sgraditi alle lobby integraliste finanziate da Putin.
3 commenti