Cristo è bianco ma non è eterosessuale. I fondamentalisti chiedono la chiusura della mostra



Dicono che raffigurare i gay come persone che «comprano i bambini» col carrello della spersa sia un diritto costituzionale. Dicono che pubblicare sulle pagine di Belpietro immagini decontestualizzate a scopo diffamatorio sia libertà di espressione. Dicono anche che Dio li avrebbe investiti del diritto di pretendere che i gay siano privati da ogni diritto civile, che i bambini siano esposti al bullismo omofobico al fine di compicere i loro pregiudizi o che siano privati delle esequie religiose. Ma se un artista osa raffigurare un Gesù che non sia bianco ed eterosessuale così come a loro piace venga rappresentato in una palese negazione della realtà storica, ecco che gridano alla «blasfemia».
Dicono che loro abbiano il diritto di stuprare il nome di Dio quale giustificazione al razzismo, all'omofobia, alla misoginia ed ad ogni altra sorta di male, ma poi pretendono che la loro presunta (quanto improbabile) fede debba garantirgli privilegi civili e la possibilità di pretendere censure contro chiunque non risulti conformato al loro pensiero unico. E le accuse all'artista diventano subito accuse rivolte indebitamente a tutti i gay, perseguitati da secoli da quei fondamentalisti che li hanno uccisi, stuprati e mutilati in nome di Iddio. Brandi sbraita come un indemoniato che debbano essere ritenuti tutti blasfemi, Adinolfi organizza preghiere contro di loro e Scandroglio invoca vole impedirgli di poter essere credenti. E poi giudicano, giudicano a sfregio di quel Gesù che amano nominare invano ma che insultano con loro disinteresse verso il suo invito ad occuparsi della trave che è nel loro occhio piuttosto che è nell'occhio delle loro vittime.

La pietra dello scandalo è la mostra di Giuseppe Veneziano, esponente della corrente artistica New Pop italiana, che a Massa ha esposto un suo quadro in cui è ritratto un Cristo lgbt. E tanto è bastato perché quei fondamentalisti che difendono l'omofobia come un presunto «diritto di espressione» si mettessero a strillare che quel dipinto sarebbe stato «blafemo» e che doveva essere censurato.
Hanno pure lanciato una petizione on line, indirizzata al sindaco di Massa, con cui pretendono la «sospensione della mostra» perché loro la ritengono «un’offesa a Cristo e a tutti i credenti, è blasfemia, è vilipendio alla religione e al sentimento di milioni di persone». Il testo è stato sottoscritto solo da 376 persone.
E sulla possibilità che quel Cristo potesse essere davvero gay, Veneziano risponde: «Perché no? Per me gli uomini e le donne sono tutti uguali e a me non importa che orientamento sessuale hanno. Mi aspetto critiche dalla Chiesa. Mentre dipingevo questo quadro, sapevo che avrei fatto irritare qualcuno. Ma l’arte non si può permettere di rappresentare solo tramonti o fiorellini».
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