Gianfranco Amato annuncia il suo nuovo movimento politico



Abbandonata la fallimentare esperienza politica al fianco di Mario Adinolfi, il fondamentalista Gianfranco Amato annuncia che la sua ennesima organizzazione avrà finalità politiche a danno dei diritti civili del prossimo. A premessa della sua minaccia alla società civile, Amato racconta che gli altri sarebbero tutti degli idioti e che lui sarebbe l'unico a conoscere la verità su un Dio che sicuramente voterebbe Salvini dato che i migranti lo disgusterebbero quasi quanto le donne, i gay e ogni altra minoranza storicamente sgradita al neofascismo.

In quella che appare come un'ode al peccato capitale di superbia, scrive:

Occorre ricostruire l’identità di un popolo.
Questa è una necessità che appare ogni giorno più evidente. Del popolo cristiano sembra non esserci più traccia. Parte della Chiesa cattolica appare a volte disorientata. Alcuni laici cristiani prestano spesso il loro servizio caritatevole come se fossero volontari di una qualunque ONG. Gli intellettuali cristiani sembra abbiano fatto la fine dei “desaparecidos” sudamericani. I movimenti cattolici appaiono ormai ritirati sull'Aventino della “scelta religiosa”. I politici cristiani – salvo encomiabili eccezioni – sembrano più condizionati dalle logiche della Civitas hominum che della Civitas Dei. Gli eredi dei grandi e generosi imprenditori cristiani appaiono ormai interessati più alla logica del mercato che a quella della fede. Le scuole d'ispirazione cristiana sembrano reagire timidamente all'offensiva ideologica del pensiero unico dominante, che tende sempre più a dilagare negli ambiti educativi attraverso processi d'indottrinamento finalizzati ad espellere la morale, la ragione e la coscienza dai luoghi del sapere.
Di fronte a questo desolante scenario urge impellente la domanda di cosa fare, di come agire per ricostruire l’identità di un popolo.
La sola via politica non basta. E appare, comunque, una pia illusione quella di pensare che la devastante rivoluzione antropologica in atto nel nostro Paese possa essere arrestata o rovesciata da qualche singola elezione.
Occorre, allora, fondare un movimento capace di avere un respiro più ampio. Ed è per questo che abbiamo pensato ad una realtà tridimensionale composta da tre fondamentali ambiti d'azione e di presenza: quello culturale, quello sociale delle opere e quello politico. Tre ambiti che dovranno essere strutturalmente intersecati tra di loro.
Il trinomio Cultura – Opere – Politica sarà la cifra identificativa e l'elemento caratterizzante del questo movimento.

Nei mesi scorsi, Amato assicurava che la sua nuova organizzazione non sarebbe stata un movimento politico.
Ora il manifesto pare sconfessare quell'asserzione, proponendoci una modalità operativa identica alla modalità lobbistica già ampiamente usata da Gandolfini, ossia offrire endorsment a singoli candidati in cambio di richieste politiche utili ai loro scopi:


Nelle stesse ore, Gianfranco Amato ha annunciato che la sua "NovaCivilitas costruttori di Civiltà per un'Europa Cristiana" sarà tra i relatori della convention veronese che radunerà i più feroci omofobi del globo sotto il patrocinio della Lega di Matteo Salvini.
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