Google pare disposto a sostenere che Adinolfi possa creare eccitazione sessuale nella sua difesa di Formigoni



Quasi non bastasse l'infamante filtro che Google ha imposto alle nostre pagine per disincentivarne la visione, negli ultimi mesi la loro concessionaria di pubblicità ci sta innovando con segnalazioni di pagine che dicono siano a loro sgredite. Si parte con l'home page, da loro accusata di presentare «contenuti per adulti» o «contenuti di natura sessuale» quasi come se la fotografia di Pillon o quella di Adinolfi dovessero suscitare chissà quali fantasie tra le loro vittime.
Ed è sempre con l'accusa di contenere «contenuti per adulti» o «contenuti di natura sessuale» che contestano anche la pubblicazione della biografia dell'attore Chris Pine, evidentemente ritenuta rea di contenere immagini per loro inaccettabili. Per comodità, ve le riproponiamo tutte e quattro in modo che possiate provare a indovinare quale sia costata quella condanna:



Se avete risposto "4", si tratta di una semplice immagine tratta dal film "Surrender Dorothy" del 1998, inclusa semplicemente come immagine probatoria del fatto che l'attore non paia avere problemi con l'omosessualità. Ma, nonsoante l'immagini mostri due ragazzi abbracciati, l'ipotesi è che Google la ritenga materiale per soli adulti manco fosse Massimo Gandolfini ad occuparsi della censura.

Tra il materiale contestato ci sono le notizie di gossip sui concorrenti del Grande Fratello, le immagini della finale del 2005 di Pechino Express trasmesse in prima serata dalla Rai e scatti pubblicati da riviste generaliste che difficilmente possono essere ritenute esplicite dato che si sta parlando di un oro olimpico che ha posato per GayTimes o di un divo di Hollywood che ha pubblicato alcuni scatti sulle pagine di GQ.
Non si doveva poter parlare dei vigili del fuoco spagnoli che hanno realizzato un calendario per raccogliere fondi contro l'omofobia, così come avremmo dovuto omettere di commentare la surreale recensione di Close Up ad una scena di un film di Özpetek.
Ad essere proibite sono anche alcune notizie di cronaca: viene contestata la notizia della parlamentare ceca che ha proiettato un film porno in Comune per chiedere la chiusura di una sauna cittadina, così come non doveva essere data notizia della denuncia sporta da un modello della Abercrombie and Fitch contro un fotografo della casa di moda. E nonostante l'assenza di immagini a corredo della notizia, nella morsa della censura è finita pure la notizia dei due milioni di dollari offerti dalla Men.com a Justin Bieber per partecipare ad un loro film.

Vietatissima risulta  la notizia della scena di sesso tra Alexander Skarsgard e Ryan Kwanten in un episodio di "True Blood", gli spot con Pietro Boselli in una lavanderia a gettoni o gli spezzoni dei programmi trasmessi in fascia protetta da Rai 2. A tempo perso ci sarebbe da domandarsi se Fabio Basile sappia che i suoi allenamenti all'interno della casa del Grande Fratello vengono ritenuti «per adulti» da Google, al punto che l'intera categoria a lui dedicata è stata messa al bando.
Surreale è anche come ci sia stato contesto l'aver ricordato il ventennale dalla prima messa in onda Queer as Folk, l'aver pubblicato un clone di Tetris e persino l'aver pubblicato un indice delle biografie disponibili sul sito. Ma il vero capolavoro è come la notizia del messaggio in cui Mario Adinolfi sosteneva che Formigoni sia stato «condannato perché cattolico» venga classificata da Google come un «contenuti per adulti» o «contenuti di natura sessuale». La decisione è talmente assurda che riteniamo doveroso fornirvi lo screenshot della contestazione a dimostrazione di come non sia una fake-news:



A questo punto c'è quasi da augurarsi che da parte di Google sia in atto un atteggiamento persecutorio nei nostri confronti, perché altrimenti dovremmo presumere che siano davvero convinti che Adinolfi possa creare eccitazione sessuale nella sua strenua difesa di Formigoni.

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