I seguaci della Ruiu associano la censura inflitta a Gayburg alle invettive della loro gran sacerdotessa



Ora sono gli stessi seguaci del "family day" a mettere in relazione le proteste della fondamentalista Maria Rachele Ruiu alla chiusura del nostro sito, indice di una probabile segnalazione di massa da loro organizzata al fine di mettere il bavaglio a chi interferisce con il business dell'odio dei loro leader.
Ripetendo a pappagallo ciò che la signora Maria Rachele Ruiu ha ordinato di dire, ossia che esprimere dissenso verso un suo articolo riportato integralmente equivarrebbe a «falsità diffamatorie» o che gli articoli sarebbero «pessimi» in quanto non riconoscerebbero l'arianità della vagina penetrata per cui la Ruiu chiede riconoscimenti giuridici in nome dei bambini di cui si ritiene proprietara (e che dovranno necessariamente essere come lei esige siano se non vorranno essere resi vittima dell'odio con cui la loro produttrice si compra i loro vestitini).
Ed è così che quelli per cui l'odio omofobico andrebbe «difeso» in quanto indicato come una «libertà di opinione» dalla loro gran sacerdotessa sono gli stessi che squitano di piacere se le opinioni contrarie alla Ruoi vengono censurate con la forza.


Fa quasi pena osservare come i seguaci della setta di Gandolfini siano divorati dall'odio, ma ben più pericoloso è come si dimostrino desiderosi di mentire sulla base di quello che i loro leader gli dicono di fare. In caso di denuncia, sarà l'autore del messaggio a dover spiegare ai giudici cosa ci sarebbe di «falso e diffamatorio» nella riproduzione integrale di frasi scritte dalla sua sacerdotessa, non certo chi l'ha inviata a compiere tale atto (forse considerandolo una pedina sacrificabile nella sua crociata contro la vita, le famiglie e quella religione che sono soliti stuprare nella speranza di poterne trarre un tornaconto personale).

Ma dato che al peggio non c'è mai fine, l'adepta della fondamentalista Ruiu ha proseguito nelle sue invettive:


Se pare eroico il suo voler continuare a sostener che la sua gran sacerdotessa non abbia «non ha mai detto quello che voi avete scritto» anche se ogni singola parola citata è confrontabile con l'articolo da lei pubblicato (qui, qui e qui), da pelle d'oca è come la sua paladina paia averle insegnato che basterebbe sostenere di sentirsi «diffamati» per negare le realtà scomode.
Se la foto del profilo che sostiene sia un fotomontaggio è un'immagine del "family day" a cui ha aggiunto una frase contro Renzi sostenendo che il suo governo sia caduto perché lo ha voluto Gandolfini, curioso è come dica di sentirsi diffamata da chi dice che abbia partecipato al family day dopo che lei stessa ha pubblicato fotografie in cui si vanta di avervi preso parte:


Ed ancor più della sua partecipazione alla manifestazione omofoba, a delineare il suo pensiero potrebbe essere l'osservazione di messaggi in cui osanna i leader dei movimento anti-gay italiano, festeggiando la censura dei siti gay e sbraitando istericamente che fantomatiche lobby vorrebbero censurare la cosiddetta "informazione" che piace al suo Enzo Pennetta:


Immancabile è arrivato il soccorso della solita Maria Rachele Ruoi che, come sua prassi, minaccia denunce:

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