La caduta dei valori



Il senatore leghista Simone Pillon è categorico: la scuola deve insegnare alle bambine che la loro vagina deve essere concessa ad ogni maschio voglia eiaculare al loro interno perché così produrranno bambini di razza italica che lui e padron Gandolfini potranno impiegare nella loro guerra di religione contro l'Islam, sancendo che Pillon deve essere considerato più grande di Allah nella sua ariana mascolinità.
Certo, nel frattempo è probabile che le nostre figlie saranno regalare a Putin e che l'Italia verrà svenduta al primo dittatore che la rivendicherà, ma probabilmente Pillon e camerata non marcheranno di servire anche il loro juovo padrone attraverso il loro business incentrato sulla promozione di una cultura della morte.
È deprimente osservare come l'Italia si sia ridotta a fungere da ultimo baluardo della follia integralista in occidente, ma il fatto che Salvini dichiari di credere nel «gender» o il fatto che Fontana abbia partecipato ad un «etero-pride» organizzato da Forza Nuova sono il motivo per cui c'è da temere che la corsa verso il Medioevo sia appena cominciata. E che vogliamo dire di quel leghista Alberto Zelger che ha preteso ed ottenuto il finanziamento pubblico di organizzazioni pro-profit impegnate anche nella promozione dell'omofobia e del sessismo mentre raccontava ai veronesi che «dobbiamo aiutare le donne a fare figli, altrimenti saremo conquistati dai musulmani che appena saranno maggioranza ci imporranno la legge islamica».
In quanto leghista, l'uomo non viene conteplato dato che loro presuppongono che i figli siano "cose da donne" e che il maschio esaurisca i suoi compiti con l'eiaculazione. E se ormai tutto viene argomentato con un costante ricorso alla paura, basterebbe guardare il documento che il Comune di Verona è stata capace di approvare (qui e qui) per osservare un qualcosa che in una qualunque Paese civile avrebbe creato indignazione: tutte le teorie sostenute a favore di quel finanziamento pubblico al fondamentalismo organizzato sono state argomentate attraverso la propaganda pubblicata proprio organizzazioni che verranno finanziate. Guardare per credere:



Ormai sembra che in Italia non ci si indigni più per nulla. In un articolo intitolato «Salvini sarà pure un mostro, ma gli italiani sono peggio di lui», Linkiesta osserva come il ministro che ama travestirsi da poliziotto «sorride a chi vuole eliminare Saviano, ironizza su un uomo morto durante un fermo di polizia, incolpa le Ong per 117 morti in mare: in un Paese normale, in tempi normali, un politico non sopravvivrebbe a dichiarazioni del genere. Salvini le usa per guadagnare consenso. Il problema siamo noi, non lui».
E forse hanno ragione. Il problema siamo noi dato che ci va bene che il Tg1 ci racconti che Salvini godrebbe di costanti «bagni di folla» anche se è lui a fornire loro le immagini a sostegno di quella sua tesi senza che un qualunque giornalista si senta chiamato a verificarne l'attendibilità, magari osservando come la realtà sia spesso diversa da come loro la descrivono. Ad esempio qui siamo a Campli, Abruzzo, e basta cambiare semplicemente angolazione per mettere in dubbio quel che la propaganda leghista racconta:


Ma anche qui ci sarebbe da domandarsi se il problema è la mancata veridicità sulle informazioni veicolate dalla stampa o se il problema sono quegli italiani che amano rimodellare i fatti sulla base del proprio desiderio. A giudicare da come il quotidiano di Belpietro non abbia chiuso i battenti, l'impressione è che una buona dose di italiani preferisca la propaganda alla verità. Vogliono che gli sia mentito purché si offra loro una legittimazione ad ogni più perversa firma d'odio.
Ed è solo così che Salvini può dire di credere nel «gender» nonostante sia una palese truffa culturale, certo che qualcuno apprezzerà quella bugia se la potrà ripetere a pappagallo per rinnegare la propria omofobia. Oggi nessuno dice di odiare i gay, eppure i gay sono più discriminati di quanto non lo fossero anni orsono in virtù di come si sia inventata truffa «gender» da poter citare alla bisogna.
Il problema non è solo Salvini e il suo Pillon, il problema sono quegli italiani a cui piace farsi prendere in giro da loro perché in cambio gli viene offerta la possibilità di essere razzisti, omofobi, miogeni. Possono persino ostentare il loro odio perché potranno sempre dire che i messaggi di salvini sono più feroci dei loro.
Ma quando c'è gente disposta a seguire il pifferaio che promette che li farà andare prima degli altri, l'impressione è che i valori e la cultura italiana siano morti. Non è certo costruendo alte mura che si è sviluppata la civiltà romana e non è certo disprezzando le minoranze che è stata dipinta la volta della cappella Sistina.
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