La CitizienGo chiede al governo di affidare a Simone Pillon la scrittura di una legge contro la pornografia



Il "Congresso mondiale delle famiglie" è un'organizzazione integralista che opera per conto del patriarcato ortodosso di Mosca e dell'estrema destra evangelica statunitense. Risulta finanziato dall'oligarca russo Kostantin Malofeev, ossia dall'uomo che ha pagato armi e milizie per l'invasione russa dell'Ucraina, ed è presieduto da Brian Brown, già presidente di quella National Organization for Marriage (NOM) che tentò di impedire il matrimonio egualitario negli Stati Uniti. Nel suo direttivo siedono anche il forzanovista Toni Brandi (presidente di Provita Onlus e co-fondatote di Vita è) e l'ex deputato dell'Udc Luca Volonté.
Gli obiettivi da perseguiti dall'organizzazione sono un «no» ai gay, un «no» ai diritti delle donne e un «no» alla pornografia. Promuovono l'odio contro i migranti e sostengono che il ruolo delle donne dovrebbe essere limitato alla produzione di bambini.

Il congresso in Italia. Per la prima volta nella storia, il loro meeting annuale sarà ospitato in un Paese occidentale. Ed è per volontà di Matteo Salvini che ad ospitarlo sarà la città di Verona attraverso un'organizzazione affidata a Provita Onluse Generazione Famiglia (la ex Manif Pour Tous) in collaborazione con la lobby di Massimo Gandolfini e laLega di Salvini (in particolar modo, con un coinvolgimento particolare dei leghisti Simone Pillon e Lorenzo Fontana). Ci saranno patrocini pubblici e tre ministri leghisti hanno persino annunciato la loro presenza: Matteo Salvini (ministro dell'interno), Marco Bussetti (ministro dell'istruzione) e Lorenzo Fontana (ministro della famiglia) saliranno sul palco al fianco di chi tentò di introdurre la pena di morte per i gay ugandesi.

L'agenda. Se non pare che i leghisti abbiano bisogno di ulteriori aiuti nella promozione dell'omofobia dato che la lobby di Massimo Gandolfini ha già provveduto a fornirgli un fantomatico «gender» da poter menzionare ogni qualvolta si vogliano colpire gay e donne, il ddl Pillon pare rappresentare il loro primo passo verso l'annientamento dei diritti delle donne. Il tutto mentre Lorenzo Fontana si è rivelato essere iscritto ad un'organizzazione estremista che brandisce rosari e crocefissi contro la legge 194.
Ma dato che all'appello mancano azioni contro la pornografia, ecco che la CitizienGo (anch'essa finanziata
dall'oligarca russo Kostantin Malofeev) ha annunciato una petizione con cui chiedere che si assegni alla «commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza» il compito di scrivere una nuova legge che limiti la pornografia. La scelta non pare casuale dato che Salvini ha deciso che a capo di quella commissione dovesse esserci il leghista neocatecumenale Simone Pillon, ossia l'ex membro della Manif Pour Tous che Gandolfini ha introdotto in Senato a rappresentanza del fondamentalismo organizzato.
Maria Rachele Ruiu, in qualità di co-fondatrice dell'organizzazione di Gandolfini, nonché membro della Manif pour tous e della CitizienGo, annuncia che anche la loro nuova crociata verrà condotta sostenendo di voler «difendere i bambini». E se l'suo dei minori come pretesto per attaccare le libertà degli adulti è una dialettica che può portare consensi, imbarazzante è come la stessa persona possa sostenere al contempo che il proteggere i minori dall'odio omofobico sarebbe un atto «liberticida» in violazione dei desideri dei genitori omofobi mentre ogni altra pretesa debba essere imposta per legge in quanto conforme al suo desiderio. Dice che la famiglia basti per parlare di bullismo e sessismo, ma poi dice che non basti più se c'è da vietare qualcosa a lei sgradita.

La petizione. Nel testo della petizione, la CitizienGo non cita alcuna fonte verificabile mentre asserisce che sarebbe «scientificamente provato» che la pornografia creerebbe «forti squilibri psico-affettivi che ingenereranno numerosi disagi nella personalità dell'adolescente e che sempre più spesso di riversano n comportamenti insani e pericolosi: cyberbullismo, atteggiamenti sessuali predatori o violenti nei confronti dell'altro sesso, fino al rischio di cadere nella rete della pedopornografia».
Ancora una volta, dunque, l'organizzazione che si occupa di promuovere gli stereotipi di genere pare intenzionata a sostenere che sarebbe colpa della pornografia se alcuni maschi si sentono superiori alle femmine o se esiste quel femminicidio di sui spesso negano l'esistenza. E sarebbe sempre colpa della pornografia anche il cyberbullismo o la sopraffazione, raccontandoci che sbaglierebbe chi guarda ai toni rancorosi e alla costante creazione di contrapposizioni sociali da parte della politica.
Poco chiaro è anche il nesso che si sostiene esista tra chi guarda pornografia e minori che ne sarebbero coinvolti, ma si sa che la pedofilia e la pedopornografia sono temi che piacciono fondamentalisti cattolici perché il citarli fa leva sui sentimenti di pancia dei loro seguaci.
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