L'Italia è in recessione, ma per Salvini e Di Maio la priorità è contestare il vincitore di Sanremo



Mentre l'Italia è in recessione, la priorità del nostro esegutivo è attaccare il vincitore del Festival di Sanremo. Se Salvini lamenta avesse un padre di origine egiziana e la sua Mariagiovanna Maglie parla di «meticciato», il vicepremier Luigi Di Maio dichiara alla stampa: «Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c'è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del "calibro" di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell'occasione di Sanremo».
Insomma, si sminuisce il parete degli esperti per ribadire che tutti devono potersi improvvisare tuttologi: dei vaccini se ne deve occupare Povia e non i dottori, per la politica va bene il bibitaro e per la musica deve prevalere chi guarda all'orecchiabilità. Insomma, il mondo deve essere rimodellato secondo la sua ideologia populista attraverso il sistematico annullamento di ogni competenza. Di questo passo, chi dovrà andare dal medico si ritroverà con un macellaio dato che lui dice che le lauree non servono...
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