Mentre i neofascisti entrano a Montecitorio, Fontana patrocina i gruppi di promozione omofoba



Pare evidente che l'Italia abbia un problema. E non stiamo parlando della recessione, della costante perdita di posti di lavoro o del drammatico futuro che ci aspetta dato i debiti contratti da un governo che si sta facendo campagna elettorale con i nostri soldi (anche perché pare che i precedenti 49 milioni li abbiano già spesi tutti). Stiamo parlando di un paese che pare aver perso la propria identità e la propria anima al fine di seguire il primo pifferaio magico che ha promesso un nuovo "arianesimo".
Ma andiamo con calma e vediamo tre semplici esempi, esaustivi di situazioni che probabilmente non sarebbero possibili in nessun altro stato al mondo:

Per volere della Lega di Matteo Salvini, le porte di Montecitorio sono state spalancate alla presentazione del "libro" di Matteo Castagna, il simpatizzante dell'RSI che presiede il circolo Christus Rex di Verona e che ama organizzare blasfeme preghiere e vergognosi rosari contro gay e migranti.
Quando si candidò alle elezioni con Forza Nuova, scimmiottò uno sketch di Sanremo e si mise davanti ad una telecamera insieme alla moglie per registrare un video in cui diceva che loro erano «Romeo e Giulietta» e i gay erano «Sodoma e Gomorra». Aggiunse pure che «chi vota col deretano non ama il suo Paese, che ha bisogno di figli e non di omosessuali».
Fu lui a organizzare il comizio in cui Silvana De mari si aggirava per la sala con un'accetta sostenendo che i vangeli siano un invito all'acquisto di armi da fuoco con cui poter ammazzare qualcuno, così come fu sempre lui a sostenere la necessità di tornare ad una nuova epoca coloniale o ad invocare la necessità di trovare «martiri» pronti a morire pur di opporsi alle «nozze sodomitiche». Insomma, chi non aprirebbe le porte della Camera dei Deputati a un personaggio come questo:



Se è già vergognoso che l'Italia sia il primo Paese occidentale ad ospitare il cosiddetto Congresso Mondiale delle Famiglie organizzato dal patriarcato russo insieme alla l'estrema destra evangelica statunitense, intollerabile è come l'evento messo in piedi dai fondamentalisti di Provita Onlus e dalla Manif Pour Tous in collaborazione con la lobby di Massimo Gandolfini e con il presidente della Nom americana vedrà la partecipazione di tre ministri della Repubblica e il doppio patrocinio da parte del Consiglio dei Ministri e del Ministero della famiglia (che forse andrebbe rinominato in ministero per la ridefinizione della famiglia leghista data la sua attività). Matteo Salvini (in vece di ministro dell'interno), Marco Bussetti (ministro dell'istruzione) e Lorenzo Fontana (ministro della famiglia) prenderanno parte all'evento insieme a quelle organizzazioni che investono ingenti quantitativi di denaro nel tentativo di criminalizzare l'omosessualità in Africa o nel vietare la parità di diritti in Europa.

E finiamo con lui, da quel Matteo Salvini che pare divertirsi un mondo nel suo travestirsi da poliziotto persino quando agisce in vece di candidato alle elezioni durante i suoi comizi auto-celebrativi. Si tratta di un'uniforme che non solo viene esibita non solo per veicolare il messaggio che la polizia sia cosa sua e che la Lega possa disporne a proprio piacimento quasi fosse una milizia privata, ma che viene calpestata da un tizio che con quell'uniforme addosso dice ai presenti di sentirsi al di sopra della legge e di essere fiero di aver sequestrato illecitamente 137 migranti in quanto sgraditi ai suoi elettori per il colore della pelle o per la religione professata.
E non meno assurdo è come voglia cavarsela raccontando che lui avrebbe agito «nell'interesse del Paese» dato che lui sostiene di aver «difeso i sacri confini della patria» da una fantomatica «minaccia» creata dalla sua stessa propaganda. Il tutto veicolando un messaggio tanto pericoloso quanto aberrante: non è vero che gli uomini sono tutti uguali e non è vero che tutti debbano avere pari dignità. Chi lo vota verrà prima degli altri, promette.
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