Salvini toglie la scorta a Ruotolo. Il Giulianova protesta per l'uso propagandistico della loro maglia



Matteo Salvini ha tolto la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, minacciato dalla Camorra per le sue inchieste giornalistiche. Dopo le sue ritorsioni contro chiunque esprima giudizi critico riguardo alle sue politiche razziste, il ministro pare volersi impegnare anche contro chi disturba l'attività criminale delle mafie.
«Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie», ha dichiarato Orlando (Pd), osservando come Ruotolo è «anche il giornalista che si è occupato della "Bestia", il dispositivo propagandistico del ministro dell'interno. Casualità?».
La "Bestia" è il software con cui la Lega di Salvini crea falso consenso attorno al "capitano", modulando le sue frasi in base a quello che si ritiene sia il maggior ritorno elettorale. Ad esempio, se Salvini twitta che un messaggio contro i migranti e i suoi elettori sbraiteranno che ci stanno togliendo il lavoro, il software dirà a Salvini di scrivere un nuovo messaggio che faccia leva su quella paura, indipendentemente dalla sua veridicità.

Finito di agevolare le ritorsioni camorriste, il ministro si è occupato anche di partecipare anche ad uno di quei comizi elettorali che pare preferire al suo lavoro da ministro. Questa volta, però, al suo travestimento da poliziotto ha preferito un travestimento da calciatore, sperando di poter far leva sulla fede calcistica a vantaggio del suo tornaconto personale.
In una nota diramata su Facebook, il Giulianova ha replicato:

Il Real Giulianova a nome del Presidente Luciano Bartolini, dei dirigenti e di tutti i suoi tesserati si dissocia da quanto accaduto nella giornata di ieri in occasione del comizio politico tenuto dal Ministro Salvini nella Città di Giulianova. Occasione nella quale è stata fatta indossare, da politici locali, allo stesso Ministro, la maglia della nostra squadra del cuore.
Premettendo che nulla abbiamo contro il Ministro Salvini, ribadiamo con forza che non permettiamo a nessuno di strumentalizzare i nostri colori per fini politici. Le stesse persone che hanno ritenuto motivo di orgoglio far apparire la nostra maglia su tv e social non hanno mai sostenuto in alcun modo il calcio giuliese e ora vantano senso di appartenenza.
I nostri colori e la nostra maglia hanno una storia gloriosa e un valore inestimabile per tutti i nostri tifosi e proprio per questo rivendichiamo il rispetto che non ci è stato dato. "La maglia è sacra!!!". A Giglie di Capitano ne abbiamo solo uno e il suo nome è Federico Del Grosso.
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