Sei anni di carcere e un milione di multa ai genitori gay. Ecco l'ultima follia del senatore leghista Simone Pillon



Il sentore leghista Simone Pillo, in qualità di rappresentante in Senato della lobby omofoba di Massimo Gandolfini, chiede che i genitori gay siano arrestati d sbattuti in galera. Pretende che la genitorialità venga punita con pene detentive dai tre ai sei anni, a cui esige venga aggiunta una multa compresa tra ottocentomila a un milione di euro.
Pare una bufala, ma è quanto prevede un nuovo disegno di legge proposto dal senatore leghista, già noto all'opinione pubblica per il suo tentativo di annullare i diritti delle donne (sempre in ode alle pretese di Gandolfini). Il decreto leghista punta a punire «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità» ed introduce il «divieto di iscrizione o trascrizione di atti di nascita dai quali risultino due padri o due madri».
Da prassi, Pillon si è aggrappato alla più becera propaganda integralista nel sostenere che la Gpa debba essere paragonata alla prostituzione o alla pedofilia, prevedendo che offrire affetto ad un bambino sia considerato allo stesso modo si una violenza sessuale. Ed ovviamente giura anche che i bambini verrebbero «pagati» mediante lo «sfruttamentio di povere donne», incurante di come tale prassi può accedere nella Rusia del suo amato Putin ma non in Canada o in California dove è permesso l'accesso alla Gpa anche alle coppie gay.
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