Al Congresso delle famiglie di Verona invitano pure la guardiana delle toilette



Dal cilindro di Toni Brandi e Jacopo Coghe spunta un nuovo relatore del congresso di Verona. Alla kermesse intergralista prenderà parte anche Elisabetta Gardini, la deputata forzista che nel 2006 attirò le simpatie degli omofobi con la sua pubblica sceneggiata contro l'uso del bagno delle signora da parte della deputata Luxuria.
Appostatasi nei pressi della toilette del parlamento, la Gardini iniziò ad inveire contro le addette alle pulizie: «Ma allora è vero che Guadagno usa il bagno delle donne?! Non potete permettere a Guadagno di usare il bagno delle donne!».
Passando a sbraitare direttamente contro Luxuria, minacciò: «Lei non può usare il bagno delle donne. Ora vado dai questori». E così fece, ma i questori la rimisero in riga: «Le scelte relative alla propria identità sessuale appartengono alla sfera personale e come tali vanno rispettate», le spiegarono.
Forse in virtù di come i fondamentalisti plaudano unanimi a quel Donald Trump che vorrebbe impedire agli studenti transgender di poter usare il bagno corrispondente al loro genere, pare che si sia ritenuto di dover dar nuova visibilità a quella donna che tredici anni fa si giustificò davanti ai giornalisti dicendo: «Trovare Guadagno mi ha provocato un trauma. Mi vergogno che si dia una immagine così di basso profilo del Parlamento».
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