Barbara D'Urso stronca il WCF Verona: «Che farebbero Pillon o Fontana se avessero un figlio gay?»



È dalle pagine del Rolling Stone Italia che Barbara D'Urso ha stroncato il cosiddetto "Congresso mondiale della Famiglia" di Verona. La conduttrice ha spiegato come lei affronterebbe i pregiudizi promossi dal ministro Lorenzo Fontana e dal senatore Simone Pillon:

Li porterei a cena, offrirei loro un bicchiere di Gewürztraminer, così si rilassano un attimo. E direi loro che, nella vita, può capitare a tutti. Magari potrebbero essere così fortunati da avere un nipote o un figlio omosessuale. E poi? Come si rapporterebbero? Se avessero un nipote omosessuale o un fratello che, domani, ha il coraggio di dire che è gay, cosa farebbero? Lì non c’è amore? Nella famiglia che si costruisce un fratello, uno zio, un nipote, il loro migliore amico, non c’è amore? Io frequento e ho la fortuna di frequentare solo gay – infatti non troverò mai il fidanzato (ride, ndr) – e ho amici che stanno insieme da 15 anni. Quello è amore.

La D'Urso ha poi spiegato che per lei i diritti della comunità lgbt sono una priorità:

È una battaglia che porto avanti da 11 anni. Ultimamente molti si sono riempiti la bocca – come quelli che, solo adesso, fanno la battaglia contro le violenze sulle donne – ma per me questa cosa è talmente normale, che è proprio nel mio DNA. Per cui – visto che ho la fortuna di andare in televisione tutti i giorni e di parlare alla gente – è mio dovere portare avanti una lotta sulla normalità. Perché davvero la famiglia è dove c’è l’amore. A Live – Non è la D’Urso il Professor Meluzzi ha annunciato che sarebbe andato al congresso di Verona. Gli ho detto "Scusa, già che ci siamo, quando vedi Fontana ricordaglielo che la famiglia è dove c’è amore". Mi fa incazzare sapere che c’è ancora gente che non capisce, che c’è ancora gente che si vergogna, che dice che non bisogna venire da me, in trasmissione, a raccontare che si è gay. Queste persone non hanno capito niente: bisogna usare il mezzo televisivo. Io arrivo nelle famiglie di ampie vedute come in quelle – ad esempio – del paesino sperduto dove ci sono ragazzi che vivono con terrore il fatto di confessare ai genitori la propria omosessualità, che magari sono vittime di bullismo a scuola, e che magari arrivano a farsi del male. Ma stiamo scherzando? È una follia.
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