Brandi auspica che il populismo porti la Russia di Putin in Italia



È sotto il vessillo del movimento politico fondato da Gianfranco Amato che Toni Brandi, in qualità di presidente dell'organizzazione fondamentalista Provita Onlus, non pare nascondere il suo sogno di trasformare l'Italia in una sorta di colonia russa. Ed ancor più grave è come si bulli pubblicamente di come il suo Congresso Mondiale delle Famiglie (che si terrà a Verona alla presenza di tre ministri leghisti e sotto due patrocini pubblici) andrà nella direzione di sostenere che Putin rappresenti il «modello cristiano» che i populisti vorrebbero imporre all'occidente.

Sul sito di Provita Onlus, in un articolo di Giuliano Guzzo (già autore di alcuni libri basati sulla bufala "gender") si legge:

In occasione del recente convegno intitolato Il ruolo della Russia nella difesa dell’identità cristiana – che ha avuto luogo il 26 gennaio a Roma, presso il Collegium Russicum – si è tenuta tra le altre, una relazione rivelatasi particolarmente interessante: quella di Toni Brandi, presidente di Pro Vita. A rendere interessante l’intervento è stato, in primo luogo, il suo valore di testimonianza. Infatti Brandi, dal 1971 al 1990 ha lavorato nel mondo occidentale e dal 1991, in particolare, risiede a Praga. In tutti questi anni ha potuto quindi visitare e lavorare nei Paesi dell’Est Europa. Una conoscenza che gli ha permesso di approfondire più da vicino la realtà, che i media occidentali hanno a lungo taciuto, della dittatura sovietica. E soprattutto quella dei suoi disastrosi effetti. Una realtà fatta di sistematica persecuzione della libertà d’espressione e della libertà religiosa, di promozione dell’aborto e del sesso libero, di educazione da parte dello Stato, proprio come nella Germania nazista, nonché di demolizione dei valori cristiani in particolare per quanto riguarda la vita, il matrimonio e la famiglia.

Se l'integralismo è solito usare il termine "famiglia" con un significato ideologico basato sui loro distinguo, surreale è come si cerchi di far leva sulla religione e sulla loro paura della sessualità a fini politici. Ed infatti ben presto iniziano a fare terrorismo:

Il problema è che oggi il comunismo non c’è più, ma in compenso – in tutto il mondo occidentale – si è scatenata una nuova dittatura culturale spalleggiata dai mass media e che, per un curioso paradosso della storia, ha proprio nella Russia post sovietica il suo primo nemico. È la dittatura edonista, che viene promossa – ha specificato Toni Brandi – per diversi motivi. Anzitutto, quelli di tipo economico. Infatti, la nuova ideologia edonista alimenta enormi giri d’affari sia per quanto riguarda l’industria della procreazione artificiale, sia per quanto concerne il mercato Lgbt e quelli della droga e soprattutto del porno, uno dei pochi settori che davvero non conosce crisi.

Termina la solita solfa anti-gay e sostenuto che vivremmo una "dittatura" in cui agli altri è permesso compiere scelte diverse da quelle che loro ambirebbero imporre, si torna ad abusare della religione:

Una seconda ragione che alimenta l’ideologia dominante consiste nella volontà distruttiva nei confronti della morale cristiana e soprattutto della famiglia. Con quale fine? Quello, ha specificato Brandi ai presenti al convegno su Il ruolo della Russia – dov’erano presenti anche l’avvocato Gianfranco Amato, il Rev. Ieromonaco Ambrose Mazegora e il teologo Vladimir Vladimirovič Anikovič – di ridurre la società occidentale a un ammasso di sudditi sradicati, di consumatori senza identità, radici né certezze.

Brandi si è detto convinto che l'ascesa del populismo su spinta razzista sarà l'occasione per imporre la sua ideologia. Scrive Guzzo:

Prima di concludere, il presidente di Pro Vita ha però voluto spendere parole di ottimismo. «Dobbiamo essere ottimisti», ha infatti detto Brandi, «perché il vento della Storia sta cambiando sia in Europa sia negli Stati Uniti. Lo stesso Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona va in questa direzione.

Se l'ambizione a divenire una nuova Russia non risultasse sufficientemente chiaro dal titolo del convegno, è sui social che Brandi scrive:

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