Coghe e Brandi difendono i pasticceri che discriminano i gay. Ma contro chi dissenta da loro, dicono: «Noi come i neri ai tempi della segngrezione»



Jacopo Coghe non ha mai nascosto la sua insofferenza davanti alla libertà altrui. Sostiene che si debba impedire per legge che gli altri possano sposare la persona amata qualora questa non risulti espressione dei suoi pruriti sessuali, pretende che i bambini non siano difesi dal bullismo se non conformi al suoi distinguo o che la donna debba essere relegata in casa perché lui pretende si dica il maschio abbia un presunto "diritto" al predominio.
Per mesi si è aggirato per l'Italia con un pulmino arancione su cui il nipote del dittatore Franco ha fatto scrivere che le bambine non devono poter giocare a calcio o che i maschietti hanno il dovere di portarsele a letto in virtù di come Coghe sostenga che qualunque altro messaggio li "confonderebbe" e impedirebbe di indottrinarli a quelli che lui sostiene debbano essere i ruoli sociali determinati dal sesso biologico.

Ora dice che chi contesta il suo convegno leghista per la ridefinizione della famiglia o chiunque eserciti il proprio diritto di consumatore nell'evitare gli esercenti che collaborano a quell'abominio starebbe violando il suo "diritto" all'imposizione del suo pensiero unico. Elargendosi in paragoni patetici, su Facebook scrive:

"Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle Famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona secondo la dittatura del pensiero unico, ragion per cui e iniziato il boicottaggio dei partner dell'iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di Verona di telefonate e mali di minaccia e intimidazione" hanno dichiarato Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2919, in risposta al clima di odio innescato dalle polemiche "Ci dovremo sedere sui posti infondo negli autobus — proseguono gli organizzatori — o dovremo girare con segni di riconoscimento? La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family, avvelenando il clima e alimentando un odio folle. L'ultima novità è che 130 tra professori e ricercatori dell'Università di Verona hanno firmato contro il Congresso Mondiale delle Famiglie in nome del pluralismo, si ma quale? La libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco"

Il riferimento è al boicottaggio contro gli alberghi affilati al suo WCF, la conferenza di Verona in cui preti ortodossi e ministri ugandesi da lui selezionati verranno in Italia a dirci che bisogna vietare l'emancipazione femminile, bisogna vietare la contraccezione e bisogna giustificare la violenza sulle donne per "difendere" l'idea di "famiglia" eterosessuale finalizzata alla sola produzione di bambini proposta da Coghe. E se qualcuno osa esprimere opinioni contrarie alla sua, lui piagnucola e propone patetici paralleli in cui si auto-martirizza dicendo che lui si sente discriminato perché non viene lasciato libero di discriminare.
Curioso è anche come voglia sostenere che il suo chiedere che alle altre famiglie sia impedito di poter essere non conformi al suo volere sia una "libertà di espressione" ma che ogni contestazione vada stigmatizzata come se gli altri non dovessero poter esprimere il loro parere. E non meno grave è come Brandi e Coghe difendono i pasticceri statunitensi che negano beni e servizi ai gay, sostenendo che quella sarebbe «libertà religiosa» e «libertà di espressione». Ma se qualcuno nega loro qualcosa a fronte di ciò che promuovono (e non di ciò che sono), ecco che si mettono a sbraitare che le loro tesi valgono solo quando servono a colpire gli altri.
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