Congresso delle Famiglie, l'appello del Mario Mieli: «Il Parlamento sfiduci i ministri che si presenteranno»



Non si placano le polemiche per cosiddetto "Congresso delle Famiglie" che si terrà a Verona per volere del patriarcato di Mosca e di alcune sigle riconducibili alla lobby fondamentalista di Massimo Gandolfini. A creare polemiche non è tanto un Toni Brandi che vuole raccontare a Jacopo Coghe quanto sarebbe bello poter limitare la libertà delle donne, è come a quell'evento oscurantista saranno presenti tre ministri della Repubblica (Salvini, Bussetti e Fontana) e due capi di partito (Salvini e Maloni) che si alterneranno ai minsiri ungheresi e moldavi nel riproporre la loro idea di "famiglia" dall'altro dei loro figli avuti all'esterno del matrimonio do delle loro numerose famiglie basate sulle scappatelle con la compagnuccia di turno.
Davanti al patrocinio offerto da regione, Comune, provincia e dal Ministero della Famiglia diretto dal leghista Fontana, Sebastiano F. Secci, in qualità di Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha invocato un intervento parlamentare:

Il Congresso delle Famiglie di Verona darà spazio a tanti relatori che hanno dedicato la propria attività a ridurre la libertà e i diritti per le donne e per la comunità LGBT+ in tutto il mondo. Troviamo gravissimo che il governo italiano dia sostegno a posizioni come la criminalizzazione dell’omosessualità e la cancellazione del divorzio. Non è solo un problema di patrocinio, già di per sé grave, ma la presenza di ben tre ministri, tra cui anche quello della Pubblica Istruzione, che legittimano e sostengono un evento oscurantista che vuole portare il Paese indietro verso tempi oscuri. Ci stiamo mobilitando e ringraziamo Monica Cirinná e gli altri senatori e senatrici che hanno accolto il nostro appello a parlamentarizzare la questione con una mozione. Dopo aver ascoltato le prese di distanza di autorevoli membri del Governo e della maggioranza parlamentare, pensiamo che adesso sia il momento di passare all’azione: sostengano e votino la mozione contro questo Convegno e, se necessario, il Parlamento sfiduci i ministri che si presenteranno all’evento di Verona. E’ una questione di valori fondamentali dove non può reggere il vincolo di coalizione. E’ inutile indignarsi davanti ad un volantino sull’8 marzo o ai casi di femminicidio o di violenza omofoba se poi si assiste immobili davanti alla legittimazione nel discorso pubblico di contenuti ideologici che troppo spesso fanno da giustificazione morale a questi atti violenti.

Bisognerà ora capire se i grillini si sottometteranno alla minoranza leghista o se mostreranno un briciolo di coerenza politica davanti all'ennesima aggressione alle famiglie degli italiani.
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