De Poli, Binetti e Saccone propongono uno sconto di quattro anni per chi uccide moglie o figli



Se la cosiddetta «alienazione genitoriale» è una teoria che non trova tesi definitive in ambito scientifico, il senatore leghista Simone Pillon ha deciso di imporla per legge includendola nel suo disegno di legge numero 735. Ed è su quella scia che il disegno di legge 45 proposto da De Poli, Binetti e Saccone tenta di avvalorare ed enfatizzare quella teoria. Lo fa prevedendo un'ipotesi di reato per il genitore ritenuto "alienante" e sminuendo  la punibilità delle situazioni di maltrattamento.
Il testo non solo prova a sminuire la gravità dei maltrattamenti familiari, ma introduce un surreale concetto di «conflittualità tra gli ex coniugi» e di «rancore» verso l'ex coniuge che servono come pretesto per imporre un percorso obbligatorio di riconciliamone nei procedimenti di separazione personale dei coniugi. Il testo reintroduce anche il concetto di potestà genitonale.
Secondo le modifiche proposte, le pene previste per chi «maltratta una persona della famiglia» passano da un minimo di 2 ad un massimo 6 anni scenderanno ad un minimo di 1 anno ed un massimo 5. Se dal fatto «deriva una lesione personale grave» la pena scenderà dagli attuali quatto/nove anni a quattro/otto, così come nel caso in cui ne derivasse la morte le pene scenderebbero dagli attuali dodici/ventiquattro anni a dodici/venti. Viene inoltra introdotta la possibilità di evitare il carcere se il giudice dovesse ritenere che i maltrattamenti siano «di minor gravità».
Di questo passo, c'è da chiedersi tra quanto si inizierà a parlare di reintrodurre il delitto d'onore.
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