Feltri torna a sostenere che il colore della pelle sia una discriminante che giustifica l'odio



Degli italiani affidano una scolaresca ad un uomo che aveva precedenti per guida di stato d'ebrezza per lucrare sulla pvertà, ma per Vittorio Feltri il problema è nel colore della sua pelle. Deridendo i «loro» figli che muoiono nel Mediterraneo e raccontando che i «nostri» bambini sono sarebbero quelli di razza bianca che hanno sorpassato tutti i distingo leghisti in fatto di ostentata eterosessualità e sottomissione femminile, il "giornalista" non perde tempo a ricorrere alla creazione di una contrapposizione che possa alimentare il clima di intolleranza che è alla base dei fatti.


È interessante come non si sia voluto parlare di terrorismo quando un candidato di Salvini ha soarato all'inpazzata contro i passanti in virtù del colore della loro pelle, ritrovandosi celebrato sul caricatore dei terroristi che hanno compiuto una carneficina in una moschea in Nuova Zelanda. Dicevano che se un uomo agisce di sua iniziativa, non sarebbe terrirismo. Ma quando l'uomo è di colore ed agisce di sua iniziativa, quel termine viene usato e ripetuto quasi come se fossero anni che Salvini sperasse in un atto terroristico che potesse portargli voti grazie alla sua retorica incentrata unicamente sul razzismo.
E se si può ritenere che Feltri sia uno dei maggiori colpevoli del clima di odio che sta montando in in Italia, questo messaggio ne pare un'ulteriore conferma. Ma forse bisognerebbe ricordare ai leghisti che, a furia di dire che loro non vuole gay, non vogliono stranieri e non vogliono donne emancipata, il rischio è che resti solo con Pillon. E a quel punto si invertiranno le parti quando si inizierà a cercare qualcun'altro da odiare...
2 commenti