Giorgia Meloni piagnucola che gli italiani critichino il suo congresso di Verona anziché prendersela con gli islamici



La leader di Fratelli d'Italia dice di non capire perché mai gli italiani si preoccupano di quel congresso integralista che vedrà fra i propri relatori anche un sacerdote ortodosso che giustifica la violenza domestica anziché inveire contro gli islamici in discorsi d'odio razziale che la vedrebbero in prima fila.
Come dire, la sua teoria è che gli italiano non dovrebbero preoccuparsi di un governo che minaccia le loro libertà individuali se lei asserisce che c'è chi sarebbe peggio. E per quanto possa apparire follia, è questo il surreale messaggio diramato dal suo partito sui social network:


Se Giorgia Meloni è tristemente nota per la sua didattica basata unicamente sul ricorso a paure e razzismo attraverso  generalizzazioni che attribuiscono ad interi popoli gli estremismi dei gruppi radicalizzati, appare assai patetica nel raccontare che tanto basterebbe a giustificare i gruppi radicalizzati che operano in ambito cristiano. Ancor più se c'è la differenza che quest'ultimi sono al governo e che il fondamentalista Pillon è tra quei mediatori famigliari che Pillon stesso vorrebbe imporre per legge (a pagamento) alle donne che osano pensare di lanciare i propri mariti.
E se quanto da lei affermato corrispondesse al vero, siamo certi che si potrà intervenire con le attuali leggi contro l'istigazione alla violenza. Ma diverso è il discorso quando relatori sono così opinabili come nel caso del suo congresso e tre ministri della Repubblica decidono di affiancarli sul palco mentre propongono leggi che modificano il diritto di famiglia e cancellano le tutele per le donne.

In virtù di come la signora meloni ami sostenere che il buon cristiano debba guardare ai propri interessi e debba voltare lo sguardo davanti a ciò che accade nei lager libici, pare surreale voglia ora lamentarsi se i cittadini difendono i propri diritti e le proprie famiglie dai suoi relatori.
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