Gli organizzatori del WCF di Verona: «Denunceremo anche Fazio e Littizzetto»



La dialettica fondamentalista è abbastanza semplice. Se Brandi dovesse dire che i gay vanno perseguitati perché lui li odia, quella posizione sarebbe troppo facilmente identificabile come omofoba. Ma se lui si limita a commentare l'approvazione della legge anti-gay russa con un «ha vinto la famiglia», poi potrà iniziare a piagnucolare che chi contesta quella norma è perché odia la famiglia.
Da qui il concetto è passato a raccontare che sarebbe «per la famiglia» che bisognerebbe impedire il contrasto al bullismo, sarebbe «per la famiglia» che bisogna incentivare il sessismo... insomma, ogni male diventa un qualcosa che viene svenduto per un atto in «difesa della famiglia» in quell'aggiunta del concetto di «difesa» quale strumento per cercare di promuovere l'idea che l'esistenza altrui sia una minaccia. Si arriva così ad un surreale "congresso per la famiglia" in cui la famiglia pare l'ultima preoccupazione di chi appare molto più intenzionato a promuovere omofobia, sessismo e populismo.
E non meno ideologico è il loro concetto di «libertà di parola», da loro interpretato come un pretesto per chiedere un patrocinio di Palazzo Chigi a quella loro Silvana De Mari che va in giro a raccontare che sarebbe «scientificamente provato» che l'omosessualità non esista a e che la si debba ritenere un «comportamento appreso» che può essere «disappreso».
Ma se qualcuno dice qualcosa a loro sgradito sgradito, iniziano le minacce. Brandi e Coghe appaiono impegnati da giorni a minacciare azioni legali contro chiunque osi esprimere dubbi o perplessità sui relatori del suo congresso.
In calce ad un comunicato stampa in cui i due fondamentalisti sostenevava che le provate accuse contro alcuni dei loro ospiti dovessero essere ritenute fake-news, un suo utente si è lamentato che Luciana Litizzetto ha presentato alcuni relatori del congresso di Verona con parole sgradite agli estremisti. Pronta è stata la risposta dell'organizzazione forzanovista di Brandi: «Denunceremo anche Fazio e Littizzetto».
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