I relatori del WCF insultano i contromanifestanti



Vantatosi di come la Lega di Matteo Salvini gli abbia chiesto di aprire la diretta di Radio Padania Libera dedicata al Congresso integralista di Verona, il fondamentalista Gianfranco Amato è impegnato nel gettare fango contro chiunque osi manifestare contro l'evento che lo vedrà relatore. Sulla sua pagina, scrive:


Se il titolo cerca di sostenere che solo atei e gay possano opporsi al sessismo anticristiano promosso da Gandolfini, assai più patetico è quanto viene sostenuto su quel sito di propaganda russa che Amato è ormai solito rilanciare quotidianamente sulle sue pagine (quasi fosse suo). Ricorrendo al proverbiale vittimismo del fondamentalismo, affermano:

Non c’è pace tra le file delle associazioni LGBT, femministe, atee e radical chic: il fatto che potessero lasciare diritto di parola al Congresso Mondiale delle Famiglie era fuori discussione. Così hanno deciso di organizzare un contro-Congresso in piazza a Verona.

Spiegato che la loro concezione di democrazia si basa sul sostenere che nessuno debba potersi opporre alle loro pretese, si arriva a raccontare che:

Chiaramente dietro gli intenti di questo contro-Congresso c’è l’ennesima lotta contro ciò che secondo la visione di radical chic, comunità lgbt e via dicendo è “omofobo” o “contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne e contro l’autodeterminazione delle scelte affettive e familiari”.
Nel manifesto di “Verona libera, Italia laica” si leggono intenti battaglieri (al contrario della pacifica discussione avviata dal Congresso delle Famiglie), primo fra tutti “la necessità di creare una nuova alleanza […] per affrontare le sfide che abbiamo davanti e per una mobilitazione civica che vada oltre Verona”.
Stando agli organizzatori il Congresso sarebbe fonte di “violenti e reiterati attacchi alla libertà di donne e uomini, in particolare ai diritti conquistati negli anni passati dall’iniziativa politica del movimento delle donne”.

Interessante è come si sostenga che battersi contro il riconoscimento dei diritti altrui sarebbe un atteggiamento sarebbe «pacifico» mentre chi accoglie le sfide sarebbe «battagliero». Non male, dato che è Gianfranco Amato che in ogni suo congresso invita ad essere pronti a perdere la propria vita per combattere quella che lui sostiene sarebbe «la buona battaglia» contro i diritti civili. E che dire di quella Silvana De Mari che durante un comizio di Forza Nuova si aggirava con un'accetta mentre sosteneva che San Giuseppe volesse invitare i cristiani ad armarsi?

Da brivido sono i commenti raccolti da Amato:


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