Il Primato Nazionale contro gli uomini che difendono i diritti delle donne. I lettori: «I traditori vanno puniti con il manganello per rendere docili le cagne attiviste»



Probabilmente c'è un motivo se al Wold Congress of Families vedremo i neofascisti al fianco di Matteo Salvini nell'applaudire al prete ortodosso che giustifica la violenza domestica sulle donne. E quel motivo potrebbe essere il maschilismo che trasuda l'articolo pubblicato da Il Primato Nazionale in occasione dell'8 marzo.
Sostenendo che nessun uomo potrebbe mai dirsi favorevole alla parità di genere, se ne escono titolando: "Il gay, lo zerbino e il piagnone: ecco gli uomini femministi di Non una di meno". Quello che segue è un testo in cui gli insulti gratuiti si susseguono alle offese nel defecare disprezzo contro le donne che chiedono pari dignità. In quella loro dialettica in cui l'odio pare l'unica loro ragione di vita, scrivono:

“Non una di meno” tira fuori l’artiglieria pesante. Per la giornata dell’8 marzo – in cui sono previste una serie di iniziative e manifestazioni “transfemministe” in difesa dei diritti delle donne -, l’associazione ha deciso di far sentire anche la voce dei cosiddetti allies, gli uomini cioè che supportano la causa del femminismo. La carrellata di prototipi maschili proposta dalle pasionarie del movimento si commenta da sé: il gay con l’occhio a mezz’asta e l’erre moscia, il nerd femminista per necessità (che ricorda peraltro una versione un po’ cresciuta di Chunk dei Goonies) , e il succube. Tutti e tre hanno l’atteggiamento tipico dei condannati a morte in tuta arancione mostrati nei video dell’Isis.

Date le premesse, si capirebbe chi sono quelle persone che plaudono al senatore leghista Simone Pillon perché sperano che possa costringere le donne alla sottomissione in virtù di come loro le voterebbero tenere alla catena in modo da poterle usare come serve, come strumento di piacere e come mezzo per riprodursi.

Tra i commenti le cose degenerano ulteriormente, con chi giura che alle donne piaccia l'uomo burbero che le tratta come esseri inferiori, così come non manca il camerata che dice di non vedere uomini dato che il "vero uomo" è quello fatto ad immagine e somiglianza di quel grande eterosessualone del loro amatissimo Pillon (l'uomo che sa come va trattata una donna). C'è pure chi promette che userà «spada, scimitarra e manganello» contro le «i traditori del mio genere» per rendere «docili le cagne attiviste»:

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