Le destre sciacallano i bimbi per promuovere intolleranza. Salvini ribadisce: il popolo taccia, decide la casta



Maurizio Belpietro dice che lui non vuole l'eroe staniero perché preferisce l'italico fanciullo. Giorgia Meloni assicura che è solo attraverso una sistematica discriminazione dei bambini a lei sgraditi che lei si potrà sentire realizzata come sedicente cristiana.
A questo siamo arrivati, con i razzisti che si stanno scatenando davanti al gesto sconsiderato di un uomo esasperato dalle loro vessazioni, quasi non aspettassero altro per dire che fa bene Salvini a teorizzare la supremazia del maschio eterosessuale bianco votato al padanesimo.

Pare difficile non provare schifo da chi usa i bambini per scrivere messaggi come questi:




Se in Nuova Zelanda, davanti alla carneficina compiuta anche a nome di un candidato leghista in due moschee, la loro premier ha dichiarato che per sentirsi sicuri bisogna creare una società tollerante che impedisca il fiorire del razzismo, in Italia c'è chi dice che il razzismo e la discriminazione sarebbero la sola risposta.

A loro si aggiunge un Matteo Salvini che nega che la cittadinanza sia un diritto che può essere persa solo in determinate circostanze, lui racconta che la cittadinanza sarebbe un qualcosa che lui può dare e che lui può togliere a proprio piacimento:


Il messaggio è stato ribadito quando Salvini ha inveito contro il 13enne sgradito a Belpietro dicendo: «Sulla cittadinanza a Ramy vediamo, ma se vuole lo Ius soli si faccia eleggere parlamentare». In altre parole, il cittadino non sia propositivo perché decide la casta.
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