Nel documento politico, il WCF chiede la cancellazione delle famiglie gay e sdogana le «giuste discriminazioni»



Nel loro documento politico conclusivo, i fondamentalisti del Word Congress of Families di Verona chiedono un divieto alla GpA e una rogatoria internazionale in presunta «protezione» dei minori «a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un'educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce».
In altre parole: la donna deve poter usare il proprio corpo solo come vuole Pillon, le famiglie gay devono essere cancellate e non si deve poter fare educazione sessuale nelle scuole.
Ed ancora, i fondamentalisti sollecitano un impegno delle istituzioni «il riconoscimento della perfetta umanità del concepito, la protezione da ogni ingiusta discriminazione dovuta all'etnia, alle opinioni politiche, all'età, allo stato di salute o all'orientamento sessuale; la tutela delle famiglie in difficoltà economiche, specie se numerose, e delle famiglie rifugiate; il contrasto all'inverno demografico, tramite leggi che incentivino la natalità».
Per chi non fosse abituato alla dialettica integralista, il loro parlare di «ingiusta discriminazione» si basa sul loro sostenere che esisterebbero «giuste discriminazioni», come il divieto al matrimonio, il divieto ad avere una famiglia, il contrasto all'educazione al rispetto e così via. Il riconoscimento di uno status giuridico allo spermatozoo serve a vietare l'interruzione volontaria della gravidanza.
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