Non solo WCF. A Trento si patrocina il comizio anti-gay con gli amici di Granfranco Amato e Toni Brandi



Se la città di Verona sarà infangata dal convegno integralista patrocinato dal ministero, provincia, comune e regione in cui tre ministri leghisti sponsorizzeranno il sostenere che la "vera famiglia" è quello in cui l'uomo domina e la donna se ne sta a casa a servirlo e ad occuparsi dei suoi figli (possibilmente senza avere la pretesa di essere considerata valida quasi quanto un maschio), in Trentino le cose non paiono andare meglio con l'organizzazione di un altro evento a senso unico basato sulla promozione del terrorismo «gender».
La Provincia Autonoma di Trento si è fatta promotrice di un comizio dal titolo "Donne e Uomini, solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?", al quale sono stati invitate esclusivamente figure legate al mondo dell'omofobia organizzata. Il loro compito è quello di convincere la popolazione che l'assessora Segnana abbia fatto bene a vietare i «corsi all'educazione di genere» nelle scuole medie e superiori trentine con la motivazione che «si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la nuova giunta intende perseguire».
Ovviamente i corsi sgraditi al centrodestra erano le solite lezioni sulle pari opportunità e sulla prevenzione alla violenza di genere e al bullismo, ma dato che una giunta non può dichiararsi pubblicamente favorevole al sessimo e alla violenza contro i gay, ecco che arriva il fantasma «gender» a togliere la castagne dal fuoco. Il tutto in modo alquanto subdolo, dato che il manifesto si presenta molto anonimo:


I relatori invitati dalla Provincia sono Emiliano Lambiase, Maristella Paiar e Maria Cristina del Poggetto. Vediamo chi sono:
  • Emiliano Lambiase è uno psicologo clinico e psicoterapeuta che ha collaborato più volte con l'avvocato Gianfranco Amato durante i suoi comizi “anti gender”. Nel settembre del 2018, p insieme a lui che ha firmato alcuni capitoli del dossier per "Punto famiglia Plus" dal titolo "Gender tutta la verità" dove nell'introduzione si spiega che «i maschi hanno una spiccata ispirazione nell'ambito numerico spaziale mentre le femmine sono più portate per l'interazione e per la manipolazione degli oggetti. In termini psico-relazionali possiamo dire che i maschi esplorano l'esterno e lo spazio mentre le femmine l'interno e gli affetti». Promettevano anche di spiegare «che cos'è precisamente la teoria gender e quali effetti negativi può avere specie nello sviluppo e nella crescita delle nuove generazioni».

  • Maristella Paiar è avvocatessa e consigliera nazionale di "Giuristi per la vita" (il gruppo fondato dall'avvocato Amato). Sul loro sito c'è una sezione intitolata ''ruolo del linguaggio nella promozione dell'ideologia gender'' in cui si sostiene che la fantomatica «ideologia gender» sosterrebbe che «l'uomo e la donna sono identici. Le differenze sono una costruzione sociale e culturale». Dicono così che «l'uguaglianza suppone che le situazioni siano paragonabili» o che «quello che è vero. Quello che corrisponde alla realtà. Esprime e riflette con precisione la realtà. Per definizione c'è una sola verità. È la verità che rende un uomo libero, cioè capace di scegliere il bene. Il corpo umano è portatore di verità (ha un senso)» mentre nel «linguaggio gender» da loro criticato «tutto è relativo. Ognuno ha la sua verità. Il corpo non è portatore di alcuna verità».

  • Maria Cristina del Poggetto è medico-chirurgo specializzata in psichiatria, autrice di diversi articoli per la rivista integralista "Notizie Pro-vita" vicina a Forza Nuova, da anni impegnata nella promozione dell'omofobia e della bufala «gender».

Date le premesse, pare evidente che quello sia un comizio e non certo un dibattito. Ed una Provincia che patrocina quel comizio è una istituzione che vuole imporre una precisa ideologia ai cittadini.
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