Ora vengono a raccontarci che il convegno organizzato dal senatore leghista Simone Pillon sarebbe apartitico...



Come loro prassi, i creatori della bufala «gender» e i sostenitori della violenza sui figli quale presunta «libertà educativa» si sono messi a non-rispondere alle critiche della società civile. Lo hanno fatto, da copione, raccontando che sarebbero tutte «bufale» e che loro non hanno tempo da perdere nel spiegare ai propri seguaci come dietro ai loro slogan si celi l'idea di una famiglia patriarcale in cui il padre comanda, la moglie se ne sta a casa a svolgere le faccende domestiche mentre i figli vengono istruiti in casa per impedire possano sviluppare un pensiero indipendente che possa contrastare con quello del loro padre-padrone.
Eppure Gianfranco Amato ha più volte illustrato quell'idea di "famiglia" quale modello unico da imporre agli altri, Savarese si fa fotografare tutto tronfio mentre invita ad istruire i figli a casa, così come Costanza Miriano ribadisce che le donne dovrebbero sottomettersi al maschio per lasciare che siano i loro mariti decidano per loro e per i loro corpi. Quindi basta unire i puntini per osservare come il progetto originario di Allan C. Carlson sia esattamente ciò che viene propagandato da quei fondamentalisti che stanno tentando di impossessarsi della parola "famiglia" per modificarla secondo la loro ideologia.

Ma lascia veramente senza parole come gli organizzatori del WCF di Verona vagliano negare l'innegabile e tentino di sostenere che il loro evento non sarebbe partitico. Patrocinati dal ministro leghista Lorenzo Fontana, si vantano di aver invitato sul sul palco il ministro leghista Matteo Salvini, il ministro leghista Marco Bussetti, il ministro leghista Lorenzo Fontana e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Hanno ostentato come il senatore leghista Simone Pillon abbia collaborato all'organizzazione dell'evento integralista e come stia sbraitando che bisognerebbe «aprire il portafoglio» per finanziare chi vorrebbe riportare l'Italia all'Ottocento. Ma poi scrivono:


Il loro dire che non ci saranno «bandiere ed esponenti politici» pare in contrasto con un sito il cui il faccione di Matteo Salvini viene proposto a piena pagina o con quella loro brochure in cui le prime pagine sono interamente dedicate ad illustrare come ministri, consiglieri ed altri esponenti politici vicini alla lega di salvini siano alla base del loro convegno:






Eccezion fatta per lo statunitense Brian S. Brown quale presidente del National Organization for Marriage (NOM) che si è battuto contro l'introduzione del matrimonio egualitario negli Usa, in quelle foto non esiste un solo personaggio che non abbia partecipato ad eventi organizzati sotto la bandiera della Lega o di Salvini. ma loro dicono che non si tratterebbe di un evento partitico...
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