Pillon contro i bambini senza padre: chi non è conforme al suo modello unico di famiglia non merita rispetto



I casi sono due: o il senatore leghista Simone Pillon è incapace di capire oppure fa finta di non capire. E la seconda ipotesi pare avvalorata dall'evidenza di come il suo reddito sia ormai interamente incentrato sul suo strenuo commercio di odio omofobico. Tra i relatori dell'abominevole convegno veronese che proporrà la sottomissione delle donne, il divieto alle libertà personali e la persecuzione dei gay, il leghista ha pubblicato un messaggio in cui sostiene che i gay vorrebbero «abolire la festa del papà». A lui non passa neppure per l'anticamera del cervello che i casi di cronaca a cui lui fa riferimento siano generalmente incentrati sulla tutela di bambini che non hanno un genitore perché figli di divorziati, perché figli di uomini che se ne sono scappati con la cameriera o perché orfani di padre. Lui vede gay, sempre ed ovunque.
Ed è promettendo che lui cererà di far del male a qualunque bambini non abbia un padre maschio ed eterosessuale che pretenda la sottomissione di una donna eterosessuale che su Facebook scrive:


In quei suo sostenere che chi offende le minoranze sia «coraggioso» in quanto utile ai suoi progetti di distruzione valoriale dell'Italia, sotto quell'ignobile vignetta scrive:

Qualcuno nelle scuole vorrebbe abolire la festa del Papà per rispetto dei bambini che hanno "due mamme". Qualcun'altro, come me, vuole difendere il sacrosanto diritto dei bambini di crescere con una mamma e un papà. Perché un bambino ha i suoi diritti e non è il diritto di nessuno.
Solidarietà al coraggioso Beppe Fantin, minacciato di morte per aver realizzato questa vignetta, pubblicata su TrevisoToday.

E se pare un po' poco credibile che disegnatore di quell'abominio sia davvero stato «minacciato di morte» come spergiura Pillon, purtroppo sappiamo che i suo proverbiale vittimismo è il mezzo con cui cerca di spacciarsi per un agnello mentre trama come un lupo contro le famiglie a lui sgradite.
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