Salvini al Congresso di Verona: «Sono gli altri i veri bigotti. La teoria gender è da combattere»



Dopo aver dispensato una pioggia patrocini pubblici, i rappresentanti leghisti si sono presentati sul palco del World Congress of Families per ribadire che le pretese della Russia sono come ordini per il loro partito.
Il vicepremier Salvini ha esordito con i suoi soliti discorsi volti a dire che la dignità delle minoranze non deve trovare casa davanti alle pretesa di quel Simone Pillon che dice di sentirsi sminuito se nei moduli non trova chiaramente indicato che lui ha un pene. Ed è così che se n'è uscito dicendo: «Se a qualcuno da fastidio la parola mamma e papà è un problema suo. Io sono per qualcosa. Non contro qualcosa. Ma è mio dovere e diritto difendere chi non ha voce. I bambini. No a genitore 1 e 2. Ho letto che c'è la Boldrini che balla fuori contro di noi. Che Balli. Si prepara per Ballando con le stelle. La danza è una nobile arte. Qui si prepara il futuro. E' dopo certe dichiarazioni sono orgoglioso di essere qui, di essere uno "sfigato". Libertà di educazione nelle paritarie. Il bigottismo è fuori di qui, non certamente qui dentro. Combatterò totalmente l'utero in affitto La bimba è bimba e il bimbo è bimbo. Qualche matto che dice che decideranno da grandi. La teoria gender è da combattere».
Il premier ha così indossato una maglietta con il simbolo della Manif Pour Tous, l'organizzazione francese che è stata importata in Italia da Jacopo Coghe al fine di combattere i diritti delle famiglie gay.
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