Salvini occulta i morti nel Mediterraneo per vantarsi delle sue politiche



Salvini ha dichiarato che nel 2019 un solo migrante sarebbe morto nella traversata del Mediterraneo. Non è vero. Dal 1º gennaio al 18 marzo, sono almeno 153 le persone sono morte cercando di raggiungere l’Italia. Tra quelli che sono partiti, uno su dieci è morto.
Nel 2018, la percentuale si attestava al di sotto sotto al 3%, confermando come mai la traversata del Mediterraneo sia stata così pericolosa. Da quando sono entrate in vigore quelle leggi che lui ha scritto al fine di compiacere l'elettorato più razzista, i morti sono aumentati vorticosamente, così come i richiedendo asilo sono stati offerti alla malavita organizzata grazie a quel sciagurato decreto incostituzionale con cui Salvini ha cercato di sbattere per strada migliaia di rifugiati.

Ma pare davvero surreale come oggi voglia cercare di trarre ulteriore profitto personale sulla pelle delle vittime nel raccontare al pubblico televisivo che il razzismo sarebbe un modo per evitare morti. In fondo la dialettica leghista è quella: Pillon giura che sarebbe "per i bambini" che lui vuole cancellare i diritti delle donne, Coghe giura che sia "per i bambini" che lui vuole obbligare le donne a stare a casa. Brandi giura su Dio che sarebbe "per i bambini" che le ragazzine devono essere obbligate a restare incinte dopo che lui avrà vietato gli anticoncezionali. E volete forse che Salvini non dica che sia "per i bambini" che lui vuole offrire il suo contributo alle morti in mare dopo averle scrupolosamente occultate nei suoi tweet?  Già, perché è raccontando bugie che sui social Salvini scrive:


I dati dicono altro. E non pare un casso che Salvini non parli mai di persone, preferendo identificare quelle vite a lui sgradite con epiteti che incitino i più morbosi pensieri nel suo elettorato. Lui parla di "barconi" o di "clandestini", evitando sempre di offrire spunti che permettano di pensare che quelle sono vite umane a cui lui vuole sia negato un futuro.
Lui gongola nel vendere dati che contraddicono le stime dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni e dall’UNHCR, incurante di come quei numeri siano sempre sottostimati dato che un barcone che affonda senza testimoni non lascia alcun tipo di traccia. Ed ora che lui ha ripulito il Mediterraneo dalle Ong, le probabilità che le vittime possano essere soccorse e contate è sempre più basso.


Secondo i ricercatori dell’ISPI, le politiche del ministro dell’Interno Marco Minniti avevano già contribuito a rendere più pericolosa la rotta e ad aumentare il numero di morti in proporzione alle partenze. Parlando del 2018, Salvini aveva affermato che i morti in mare erano stati soltanto 23. Ed anche all’epoca non spiegò l’origine della cifra, in palese contrasto con tutte le stime delle organizzazioni internazionali.
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