Tra sfilate leghiste e lodi alla famiglia russa: ecco la prima giornata del WCF Verona



Si è scolta la prima giornata di quell'abominio contro-natura che va sotto al nome di "congresso mondiale della famiglia".
Tra gli i relatori troviamo Enrico Scio, amministratore de La Verità e di Panorama, che ha spiegato come il suo gruppo editoriale si impegnato nella promozione delle rivendicazioni integraliste, sostenendo che in Italia ci sarebbe una sorta di dittatura del politically correct che non permetterebbe a Belpietro di poter denigrare ed offendere le minoranze come lui vorrebbe. E non è mancato neppure un Sallusti che se n'è uscito dicendo che in Italia ci si occuperebbe solo dei matrimoni gay «che sono l'un virgola del totale» e non degli eterosessuali. Peccato che basterebbe guardare all'ostruzionismo della Lega, alle innumerevoli azioni di Gandolfini o alle continue aggressioni del fondamentalismo organizzato per avere l'impressione che siano loro a dedicate tutto il loro tempo al tentativo di impedire che le minoranze possano vivere in santa pace la propria vita e i propri affetti.

C'è poi stata la sfilata dei politici, tutti presentatosi a nome dei loro ruoli istituzionali: il ministro legista Fontana, l'assessore veneto all'educazione Donazzan, il presidente veneto Zaia, il consigliere Zengler. Insomma, tutti quei personaggi che negli ultimi anni si sono ferocemente battuti contro i diritti dei gay e contro ogni forma di educazione al rispetto nelle scuole. E con loro c'era il responsabile degli evangelici italiani, il vescovo di Verona monsignor Zenti e l'arcivescovo di San Francisco monsignor Cordileone.
Angela Vidal, in qualità di rappresentante del Governo brasiliano di Bolsonaro, ha sostenuto che il loro presidente sarebbe un esempio di buona politica. Il sottosegretario ungherese Katalin Novak ha sostenuto che la loro idea di "famiglia" sarebbe un esempio da seguire, così come l'ambasciatore ungherese presso la Santa Sede, Eduard Habsburg-Lothringen, ha incoraggiato l'uso dei social come mezzo di propaganda per le istanze fondamentaliste.
C'era anche la direttrice generale della fondazione russa "S. Basilio Magno", Elena Milskaya, la quale ha dipinto la famiglia tradizionale russa come un esempio per tutto il mondo. Ed è così che nel pomeriggio è stato organizzato un workshop in cui un gruppo di sacerdoti ortodossi veniva propinato come «esperti russi della famiglia» a cui chiedere consigli.
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