Trento, la polizia carica chi dissente dal congresso omofobo organizzato dalla Lega. Decine i contusi



La polizia ha caricato i contestatori che avevano osato esprimere dissenso verso il congresso a senso unico organizzato a Trento dalla solita organizzazione Provita Onlus in collaborazione con la Lega di Matteo Salvini.
Intenzionati a promuovere cieca omofoba, i fondamentalisti avevano organizzato un comizio intitolato "Donne e uomini: solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?" che è stato introdotto dagli assessori leghisti Enzo Bisesti (istruzione) e Stefania Segnana (politiche sociali). In conformità con la pratica leghista, tutto è avvenuto attraverso un ricorso a relatori selezionati per la loro ideologia in un presunto "dibattito" in cui era stato vietato ogni possibile contraddittorio. Per questo motivo Arcigay Trentino e Non una di Meno si erano presentati sul luogo dell’incontro per assistere alla conferenza.
Ed è così che è accaduto l'intollerabile. Le forze dell'ordine hanno caricato i due gruppi e li hanno obbligati con la forza ad abbandonare il luogo pubblico della conferenza in quanto portatori di opinioni divergenti da quelle che dovevano essere propagandate in quella sede.



Le vittime della carica della polizia speigano: «Eravamo lì per ascoltare e porre delle legittime domande agli “esperti” (dellomo/bi/transfobia e non delle tematiche di genere) chiamati a raccolta in questa occasione. In primo luogo ci è stato impedito di entrare finché la sala non era stata già quasi interamente occupata da personale e funzionari provinciali e amici di partito degli assessori. Poi solo 40 hanno potuto accedere in una sala rimasta comunque semivuota. Tutti gli altri e le altre bloccati nell’atrio a protestare per questo vergognoso trattamento subito sono stati poi caricati senza una minima avvisaglia, con una forza e una violenza del tutto immotivate vista la presenza di ragazzin*, anzian*, donne incinta, studenti e professori universitari. 50 anni da Stonewall e di nuovo siamo qui a combattere contro i manganelli per difendere le nostre vite, i nostri affetti e i valori di democrazia, laicità ed eguaglianza in cui tutt* ci riconosciamo. Non finisce qui, questo è certo. Presto aggiornamenti e una nota ufficiale congiunta, ma ora è necessario stringerci in un abbraccio a tutt* coloro sono rimast* contus*, a chi è stato offeso dall’arroganza di questa “politica”  a chi ha visto riaprirsi oggi ferite di un passato che non deve mai più tornare».
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