Vittorio Feltri: «I gay s**pino chi vogliono, la famiglia è chi preferisce l'amplesso con l'altro sesso»

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri è incessantemente impegnato nella creazione di contrapposizioni e sull'incitamento all'odio. Intenzionato a difendere il congresso di Verona in cui si attaccheranno i diritti di donne è bambini, è dribblando il vero tema che in un suo editoriale se ne esce titolando: "La Cgil diventa il sindacato di gay e trans". Ed ancor più patetico è come in quel testo scriva:

Tra qualche giorno a Verona si svolgerà un convegno internazionale sulla famiglia da riportare, secondo i partecipanti, nell'alveo della tradizione. Non mi sembra una iniziativa deplorevole, visto che qualsiasi testa di rapa in circolazione è venuta al mondo in virtù di un rapporto intimo tra un uomo e una donna di tipo ovviamente classico.
Il matrimonio o la convivenza possono piacere oppure no, de gustibus, tuttavia è innegabile grazie ad argomenti ragionevoli che costituiscano la base della procreazione. E allora che cosa c'è da obiettare se vari cattolici e similari si battono legalmente per tutelare gli interessi di chi cerca di proteggere connubi regolari?

E già qui non chiarisce in che modo il cercare di limitare i diritti altrui sarebbe un modo per «tutelare» i connubi, cos'ì come non chiarisce chi mai abbia detto a Jacopo Coghe e a Toni Brandi che non devono poter far sesso con delle donne. Il problema è che loro vogliono impedire agli altri di poter compiere scelte diverse dalle loro. Eppure è cavalcando l'odio contro i gay e l'odio controle destre dei lettori di Libero che feltri incalza:


Eppure c' è una folla di invasati che contesta questa tesi elementare e protesta nei confronti dei difensori del focolare domestico giudicandoli praticamente fascisti o roba del genere. E giustifica il proprio atteggiamento ostile a chi osserva abitudini antiche sostenendo, come fa la Cgil, sindacato storico filocomunista dalla nascita, che sia giusto contrastare il tentativo delle destre mondiali, «a partire da ministri del governo italiano» di affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale quale sola unità stabile e fondamentale della società.
Cosicché Susanna Camusso, già segretaria generale della citata Cgil, aderisce con i suoi iscritti alla contromanifestazione organizzata da chi è passato sull'altra sponda. In sostanza i rappresentanti dei lavoratori rossi diventano gay e transessuali. Contro i quali non nutriamo un sentimento negativo, riconoscendogli il diritto di scopare con chi vogliono, semplicemente riconosciamo lo stesso diritto a chi proclama di preferire l'amplesso con qualcuno di sesso opposto e si schiera a favore della famiglia millenaria che ha generato l'umanità.


Tra volgarità e patetiche generalizzazioni patetiche che mirano a sostenere che solo un gay potrebbe difendere i diritti sessuali delle minoranze, Feltri pare dimenticarsi dietro a quel suo congresso c'è un Gandolfini che vive un'unione sterile con una moglie. Da lui non verrà mai generato nulla, anche se lui si auto-colloca in quel gruppo che dovrebbe avere maggiori diritti in virtù del buco in cui lui è solito inserire il suo pene.

Ma è mentendo, forse ignaro dei rosari organizzati da Adinolfi contro i gay o di quelle manifestazioni di Forza Nuova a cui partecipò anche il ministro Fontana, che conclude:

Tra l'altro si dà il caso che nessuno ha mai inscenato un corteo avverso i gay, e non si comprende perché, invece, costoro critichino pubblicamente gli eterosessuali intramontabili che stanno nel loro brodo e non desiderano contaminarlo.

Sostenere che nessuno abbia mai manifestato contro i gay significa mentire intenzionalmente. Ed è buffo che ai lettori di Libero piaccia farsi prendere in giro in simili maniera solo perché* venderebbero le loro figli epur di veder legittimato il loro odio contro il prossimo...
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