Aleteia sostiene che abusare del pregiudizio integralista per violentare i gay sia «dare aiuto»



I fondamentalisti cattolici non si accontentano di odiare il prossimo a sfregio di quel Dio che amano nominare invano quale legittimazione alla loro sete di discriminazione, ma sono incessantemente impegnati nel reclutare nuovi adepti con cui guidare le loro crociate contro la vita, contro le famiglie e contro l'esistenza di interi gruppi sociali.
A darci un esempio del modus operandi è Aleteia, un sedicente sito "cattolico"  che da anni è impegnato nella strenua promozione dell'omofobia omofobia. In una categoria denominata «stili di vita» a ribadire il loro sostenere che l'omosessualità non debba essere ritenuto un orientamento sessuale ma una scelta volontaria, se ne escono con un articolo intitolato: "È sbagliato aiutare chi è gay se non sta bene e chiede aiuto?".
Il tema sono quelle fantomatiche "terapie riparative" che non hanno alcuna valenza scientifica e risultano la provata causa di innumerevoli adolescenti spinti al suicidio. Ma dato che loro sostengono che Pillon sia la massima rappresentazione della perfezione divina del maschio bianco a cui piace sottomettere le donne e che i gay debbano emulare il loro messia leghista se non vogliono essere resi vittime del loro cieco odio, ecco che si lanciano nel raccontare che sarebbe per il bene dei gay che loro vogliono cancellare la loro natura.
Il tutto, ovviamente, senza precisare che se alcuni gay vivono con difficoltà il proprio orientamento sessuale è perché i fondamentalisti sono ossessionati dal cercare di inculcare le loro condanne nella mente dei più deboli. Sarebbe come sostenere che un medico "aiuterebbe" i suoi pazienti nel proporre inutili terapie dopo averli convinti di avere una qualche malattia inesistente.
E vogliamo parlare anche di come questa sia gente disposta a sostenere che praticare torture psicologiche sui bambini sia un atto d'amore derivante dal loro successo nell'essere riusciti convincerli a non accettarli, anche se poi sono gli stessi che pretendono leggi che vietino di aiutare i malati terminali dato che Pillon dice di volersi gustare ogni minuto della loro agonia?

I termini scelti dal sito sedicente cattolico sono ovviamente incentrati sul sostenere che chi protesta contro quelle aberranti torture psicologiche sarebbe violento dato che i poveri preti che non hanno remore nell'uccidere la natura dei giovani in nome del loro pregiudizio. Ed è così che si mettono a raccontare che quelle fandonie demoniache sarebbero una «testimonianza di un sacerdote sugli attacchi del collettivo LGTB alla diocesi spagnola di Alcalá de Henares e all'associazione Es posible la Esperanza».
Ed ovviamente parte la solita litania su come i gay sarebbero persone che devono essere ritenute persone infelici  che potrebbero raggiungere la "vera felicità" solamente conformandosi ai gusti sessuali di Pillon:

Quello che non riesco a comprendere è che ci si opponga a queste iniziative, che rispondono solo a una necessità che si risveglia in chi è stato membro del collettivo LGBT e non ha trovato la pienezza in uno stile di vita concreto, o in persone che semplicemente non si sentono complete con la vita che conducono.
Come si può perseguire chi aiuta altre persone con la propria esperienza, il proprio affetto e l’accompagnamento per recuperare l’allegria e la voglia di vivere? Siamo forse impazziti? apirei se nei confronti di questi ragazzi venissero usati metodi repressivi, manipolatori o in qualche modo abusivi, cosa a cui non ho mai assistito e che non permetterei.

Bhe, un prete che giura su Dio che i gay debbano ritenersi destinati all'infelicità in quanto non conformi ai pruriti sessuali si Pillon è un sacerdote che nega una dialettica manipolatrice e repressiva mentre ne sta facendo ricorso. Ed ovviamente quel prete non manca di spergiurare su Dio che i gay siano tutte persone che hanno subito violenze sessuali o che avrebbero avuto padri assenti che non gli avrebbero insegnato ad essere eterosessuali. Praticamente la solita follia con cui il fondamentalismo tenta di promuovere il male spacciandolo per bene.
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