Google è tornato a nascondere Gayburg



Niente. Dopo aver dimezzato il volume di traffico di Gayburg a seguito di un'ingiustificata censura (letteralmente, dato che stiamo ancora attendendo le giustificazioni promesse dalla sede italiana e ormai sono passato svariati mesi e dopo una riduzione della visibilità su Google News, ora pare che Google ci abbia nuovamente rimosso dailoro risultati di ricerca.

Esattamente come già avvenne in passato, la censura parrebbe riguardare solo Google Italia, dove tra i risultati emerge solo una pagina obsoleta del vecchio dominio:


La medesima query eseguita sul motore internazionale restituisce invece i risultati corretti, quasi come se Google avesse deciso che Gayburg debba essere negato esclusivamente al pubblico italiano:


A raccontarci che il sito sia stato nascosto agli utenti è anche il grafico che mostra un precipitoso calo dei click sul sito dai risultati di ricerca, una chiara evidenza di come le nostre pagine siano state rese meno accessibili:


Pare evidente che se Google ha deciso di chiuderci, ci sia ben poco da fare. Anche perché mentre noi spariamo, la propaganda omofoba di Provita Onlus risulta presente sempre in prima pagina esattamente come Il Giornale viene sistematicamente preferito ad ogni altra testata meno orientata alla promozione della rabbia sociale. Non sarà che Google vuole la vittoria di Salvini perché la Lega non intende chiedergli di pagare tasse sul territorio italiano? Chissà...
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