I gay dipinti come il male. Povia e Pillon diventano i nuovi martiri della divina omofobia voluta da san Gandolfini da Brescia



Il senatore leghista Simone Pillon continua a piagnucolare che dei gay cattivi abbiano osato ricorrere alla giustizia civile dopo che lui li ha pubblicamente diffamati raccontando bugie riguardo alle attività che la loro associazione svolgeva nelle classe. Lamenta che lui non voglia un'Italia in cui non si possa più dare falsa testimonianza in nome di Dio per condurre una padana inquisizione contro ogni gruppo sociale risulti sgradito a padron Gandolfini. Soprattutto se le vittime difese dalla giustizia sono gay. Persone ch elui reputa di serie b quasi quanto quei migranti che vuole siano mandati a morire nei lager libici perché lo disturbano quando va a messa.
E mentre accade tutto ciò, sulla stampa locale troviamo notizia di come dei gay cattivi abbiano osato ostacolare un concerto di quel sant'uomo di Povia. Dicono che quei farabutti lo avrebbero «tacciato di omofobia» anche se per loro non ci sarebbe nulla di male nel dire che i gay sono sbagliati, che andrebbero "curati" con dei pastiglioni e che per loro non ci sarà spazio nel regime che il "generale" Amato sta costruendo in sinergia con la Lega. Ovviamente dicono anche che quel concerto sarebbe stato «di beneficenza» e che i gay sarebbero beste amorali che impedirebbero a quel sant'uomo di poter aiutare i bambini. Un po' come quando raccolse soldi per i bambini del Darfur, anche se poi quei soldi rimasero nelle sue tasche a finanziare canzoni come quell'"Immigrazia" in cui promuove cieco odio contro di loro.
Eppure l'articolo non parla di questo, preferendo asserire che quai gay cattivi «hanno urlato tutta la loro ostilità contro il cantautore milanese, già precedentemente tacciato di omofobia».
E nonostante venga riportato il virgolettato in cui le associazioni gay precisano che «noi non stiamo impedendo a nessuno di suonare, stiamo esprimendo un giudizio sulle qualità morali del cantante», nel titolo dell'articolo si preferisce spergiurare che «due associazioni per i diritti degli omosessuali si sono coalizzate per impedire il concerto di beneficenza».
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