I sostenitori del WCF di Verona lanciano minacce di morte contro Luxuria, evocando la strage neozelandese



Se Massimo Gandolfini ha ottenuto articoli a piena pagina su Libero e il Giornale a fronte del suo sostenere che i gay vogliano «impiccarlo perché difende la famiglia» bianca composta da un maschio eterosessuale e da una donna a lui sottomessa, caso vuole che nessuno di quei quotidiani si sia preoccupato delle minacce assai più credibili che i partecipanti al Congresso di verona hanno lanciato contro Vladimir Luxuria.
In un riferimento alla «diretta Facebook» dell'attentato terroristico compiuto in Nuova Zelanda da alcuni suprematisti bianchi che inneggiavano al leghista Luca Trani, un utente risponde alle sue critiche contro il WCF scrivendo:


Tra altri messaggi in cui inneggia al duce, l'utente non manca di rilanciare immagini decontestualizzate che vengono fatte seguire da nuove minacce esplicite di morte:


Ed ancora, sempre attingendo ad immagini decontestualizzate, l'utente invita a dare alle fiamme i gay in difesa del congresso omofobo di Simone Pillom, il leghista che piace ai fascisti perché pare condividere gran parte del loro odio contro il prossimo:

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