Il leghista Pillon contro i genitori che non discriminano i figli trans. A far loro del male ci penserà lui



Mentre l'Italia corre verso la recessione, il senatore leghista simone Pillon pare non avere altre occupazioni se non quella di cercare di danneggiare la vita e le famiglie delle persone lgbt.
Questa volta annuncia di essere al lavoro per cercare di minacciare il futuro e la felicità degli adolescenti trans, sostenendo che i farmaci che garantiscono il loro benessere psicofisico siano «uno schifo»:


Il legista dichiara dunque di essere al lavoro con due suoi colleghi (ovviamente leghisti) per tentare di impedire che gli adolescenti possano assumere (dietro prescrizione medica e sotto il controllo di specialisti) i farmaci che bloccano temporaneamente la loro pubertà in modo da rendere meno evasiva e traumatica un'eventuale operazione di riassegnazione del sesso una volta che saranno diventati maggiorenni.
Ancora una volta, il senatore viene a raccontarci che  il suo profondo odio verso le persone lgbt dovrebbe avere la priorità sulla verità scientifica appurata dagli organi competenti.

E non meno grave è l'ipocrisia di un tizio che va in giro a raccontare che i genitori omofobi avrebbero «il diritto» di vietare qualunque progetto scolastico miri a promuovere la tolleranza dato che il suo padrone, il neocatecumenale Massimo Gandolfini, ama sostenere che l'odio sia «un diritto» garantito da una presunta «priorità educativa dei genitori». Ma se un genitore non discrimina un adolescente a lui sgradito, ecco che quella «priorità» pare venire meno e il leghista cerca di imporre per legge il suo volere. Anche in questo caso, in un evidente attacco al minor interesse del minore.
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