Il procuratore militare libanese riconosce che non c'è nulla di innaturale nell'omosessualità



Mentre il senatore leghista Simone Pillon continua a giurare su Dio che i gay dovrebbero essere ritenuti «contro natura» perché diversi da lui quale amassimo emblema del maschio padano, in Libano è il procuratore militare Peter Germanos ad aver riconosciuto che l'omosessualità non è un reato perché i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso adulte e consenzienti non hanno nulla di «innaturale».
Il tema è l'articolo 534 del codice penale libanese, il quale prevede il carcere chiunque pratichi «qualsiasi rapporto carnale contro l'ordine della natura».
A stabilire la naturalità dell'omosessualità erano già stati i tribunali civili, ma ora è significativo che a riconoscere quell'evidenza siano stati anche i tribunali militari (generalmente ritenuti più conservatori). La sentenza è giunta a seguito del ricorso presentato da quattro soldati che, sopresi a fare sesso, erano stati puniti dall'esercito e denunciati per «sodomia».
Commenti