Il suprematista Riccardo Cascioli si erge a giudice supremo contro la famiglia



A capo di una delle più feroci sette omofobe legate all'ultradestra suprematista di stampo russo, Riccardo Cascioli ha la pretesa di sindacare le scelte altrui e pretende di stabilire cosa sia famiglia e cosa non lo sia. Il tutto partendo dall'assunto che chiunque non sia espressione di lui stesso debba essere ritenuto intrinsecamente sbagliato.
Dalle pagine del suo "Il Timone", il fondamentalista sceglie la strada dell'insulto e della denigrazione per raccontare che le scappatelle del suo Matteo Salvini creerebbero "famiglia" perché il leader leghista è eterosessuale ed ha ingravidato ex-mogli ed ex-fidanzatine prima di infilarsi tra le coperte di un'adolescente che ha la metà dei suoi anni. Ma se una madre e una sorella aiutano un ragazzo gay ad avere figli, ecco che si mette a sbraitare istericamente:


"Se questa è famiglia", dice il fondamentalista in un'asserzione che lo rende una patetica caricatura di essere umano. Un diffamatore seriale che da anni sparge odio e invoca azioni che possano danneggiare quei gay che rappresentano il fulcro della sua attività commerciale basata sulla tratta di omofobia e razzismo.

Se la famiglia è dive c'è amore, forse un Cascioli o un Pillon che vivono di odio non potranno mai capire che cosa sia. Eppure entrambi hanno la pretesa di ridefinirla sulla base della loro opinabile ideologia.
Nell'articolo troviamo pruriginose ricostruzioni della nascita del piccolo, non dissimili da quelle che si potrebbero tranquillamente raccontare di un parto a lui gradito se ci si concentrasse sul descrivere nei minimi dettagli quant'è probabile che sua moglie abbia defecato sul tavolo operatorio o su come avrà urlato per la lacerazioni provocate dal neonato uscente. Eppure è con una ferocia inumana che lui occulta quei dettagli e li sottolinea solo quando c'è da inveire contro gli altri.
Mente nel dire che la gpa sia «l'unico modo» con cui un gay può avere figli, negando che proprio lui a battersi contro l'adozione. E non si dimentica neppure di vomitare i suoi giudizi morali infarcendo l'articolo di «è sbagliato» e «non è normale».
Chi lo dice? Lui. E lo dice perché vuole contribuire a creare odio contro chiunque non dica che la famiglia non è amore ma è quella porcheria che lui teorizza, fatta da uomini che comandano, donne che devono sfornare figli e bambini che vengono fatti studiare in casa dato che lui non vuole si possa insegnare loro il rispetto.
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