La famiglia naturale è sotto attacco: Pillon la vuole ridefinire attraverso i suoi più pruriginosi desideri discriminatori



Simone Pillon dice che la famiglia deve essere ridefinita attraverso nome che reintroducano quei distinguo che si sperava fossero morti con il fascismo. Se i padri costituenti avevano scelto di inserire nella Costituzione un termine pre-giuridico che mettesse fine alle ridefinizioni ideologiche del ventennio, Pillon è alacremente impegnato nel cercare di modificare la verità e di spergiurare che "naturale" significhi "eterosessuale".

Ormai frenetico nel cercare di mostrare a quel Massimo Gandolfinic che l'ha fatto eleggere che lui sta ripagando il debito, sui social netowrk ci tiene a far sapere ai gruppi neofascisti che lui è favorevole all'uso di armi da fuoco, all'imposizione di simboli religiosi contro la libertà altrui e che lui preferisce i motti fascisti su "Dio, Patria e Famiglia"  ai principi di libertà, eguaglianza e fraternità.
Lodando le discriminazioni firmate dal suo Matteo Salvini, oggi esulta tutto eccitato per aver introdotto una norma che discrimina quei bambini a cui lui vorrebbe togliere la famiglia. Su Facebook scrive:

Torna sulla carta d'identità la dicitura "padre" e "madre". Addio al neutro "genitore". Lo annuncia il nostro vice premier Matteo Salvini. Il messaggio è chiaro: esistono mamma e papà, non genitore 1 e genitore 2.

Se il senatore mente come suo solito dato che sui moduli per la richiesta della carta d'identità non c'era alcun «genitore 1» e «genitore 2» ma due semplici spazi di fianco alla dicitura «genitori», il fondamentalista leghista pare tradirsi nell'affermare che quella norma serve a negare l'esistenza delle famiglie che lui vuole siano escluse da ogni diritto civile. In altre parole, è violando l'articolo 29 della Costituzione che il senatore vuole pretendere di imporre i suoi pruriti sessuali e il suo vissuto per legge.

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