La Procura di Parma fa ricorso contro quattro riconoscimenti di figli di coppie lesbiche



Nell'Italia catto-leghista, la priorità di Matteo Salvini è quella di tentare di sottrarre tutele ai bambini se nati da genitori di stirpe non padana o se cresciuti con genitori sgraditi al suprematista Pillon, tutto tronfio nel suo chiedere gli siano riconosciuti meriti civili per essersi scopato sua moglie. E se non sappiamo quali traumi potranno avere quei tapini nel vedere loro padre che va in televisione a raccontare che lui le donne se la tromba rigorosamente bareback, il procuratore della Repubblica di Parma e il sostituto procuratore Ausiello hanno presentato ricorso nei confronti della trascrizione di quattro bambini nati in famiglie omogenitoriali.
I riconoscimenti erano stati effettuati davanti al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, nella qualità di Ufficiale dello Stato Civile.
La procura parla di un «delicato problema della possibilità che un bambino, riconosciuto alla nascita soltanto dalla madre (con l’espressa indicazione che il figlio era “nato dall’unione naturale di essa dichiarante con uomo non parente né affine con lei nei gradi che ostano al ricevimento ai sensi dell’art. 251 del codice civile”), venga successivamente riconosciuto come proprio figlio anche dalla donna, convivente o unita civilmente con la madre naturale; in altri termini, il problema se un bambino possa essere riconosciuto come figlio di una coppia omosessuale, possibilità che, nell’ordinamento italiano, ad oggi nessuna norma consente o prevede».
E dunque si chiede che a quei bambini sia tolto uno dei loro genitori perché Salvini non ha alcuna intenzione di colmare il vuoto legislativo che i fondamentalisti amano sfruttare contro i diritti dei bambini.
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