Provita santifica Izabella Nilsson Jarvandi: «Gay e migranti sono il vero cancro del pianeta»



Toni Brandi non ha perso tempo per ricorrere al suo proverbiale vittimismo. Mentre il compare d'omofobia dice che Greta deve levarsi dai piedi perché lui ha ingravidato sua moglie per ben quattro volte e quindi pretende di poter inquinare il pianeta a proprio piacimento, il fondamentalista se ne esce con una articolo di pura idolatria vero la 15enne svedese che i gruppi neofascisti propongono come la sua nemesi.
Lei odia i migranti, detesta i gay e veste con pelli di animali uccidi per la sua vanità: praticamente il sogno più proibito delle lobby integraliste. Ma dato che nessuno se la fila, è dalle pagine del sito di Provita Onlus che la setta di Toni Brandi piagnucola:

La sua voce sembra infatti rimanere (volutamente?) inascoltata, forse per la personale battaglia “politicamente scorretta” portata avanti dalla quindicenne. Infatti più che inseguire facili successi sposando la causa ambientalista, non si sa se più “radical” o “chic”, ha preferito dedicare le sue energie a difesa dell’umano. Coraggiosamente si è più volte pronunciata contro le istanze del pensiero dominante, condannando l’immigrazione incontrollata, arrivando a solidarizzare con il presidente Orban, e ha invocato azioni politiche più attente alle esigenze della famiglia. Lo scorso 2 marzo, tramite twitter, ha denunciato la colonizzazione ideologica in chiave gender che ormai da tempo si sta verificando in tutte le scuole svedesi, in cui iniziano a circolare testi assurdi, come racconta la giovane attivista, i cui protagonisti sono «una ragazza con un pene», «un ragazzo con una vagina» o individui che sono al tempo stesso «un maschio e una femmina».
Insomma, una battaglia sacrosanta ma che, di questi tempi in cui predomina un certo ecologismo di cui ultimamente è divenuta simbolo Greta Thunberg, tutto proteso a colpevolizzare l’uomo considerato come il vero cancro del nostro pianeta, risulta una battaglia ardua e quasi impossibile perché difficilmente le si darà spazio e risonanza. Tant’è che se Greta con i suoi slogan è rilanciatissima da tutti i media, di Izabella, invece, volutamente non si occupa nessuno, nonostante i suoi richiami più che legittimi al vero disastro, quello antropologico e culturale, ormai in atto e per di più in fase avanzata.

Non sarà forse che le teorie di Brandi e si suoi più proibiti sogni di dominio sono un affare che non interessa nessun giovane? Non sarà che la povera Izabella Nilsson Jarvandi è l'unica adolescente che crede che l'odio verso l'uomo sia più importante della salvaguardia del pianeta?
E dato che l'organizzazione di Brandi giura su dio che la loro 15enne starebbe conducendo una sacra battaglia «in difesa della famiglia», ci potrebbero spiegare in che modo il razzismo, l'omofobia e le dittature che limitano la libertà di stampa dovrebbero essere a vantaggio delle famiglie?
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