Salvini continua a vantarsi di aver sancito che le cose valgono più delle persone



Sono orgoglioso di aver depenalizzato l'omicidio e di aver sancito che la vita vale meno delle cose. È quanto afferma il ministro Matteo Salvini in vista della santa Pasqua.
Se nelle realtà dei fatti la sua legge sulla cosiddetta "legittima difesa" non fa certo quello che lui spergiura dato che sarebbe incostituzionale, il capo del Viminale pare volersi vantare di come le forze di polizia che lui coordina non possano offrire sicurezza ai cittadini e che quindi sia preferibile comprarsi una pistola per giocare a fare i Texas rangers.


La norma, fortemente voluta anche da quei sedicenti "cristiani" affiliati alla lobby di Pillon, non cambia nulla nell'ordinamento italiano e non renderà impunibile chi spara a persone disarmate così come il leader leghista vorrebbe far credere. La norma serve solo a far passare l'idea che lui sia il leader che se ne frega della vita altrui e che dispensa licenze di uccidere. Praticamente il sogno erotico di quei leghisti che provano piacere nel vedere le immagini dei bambini morti nel Mediterraneo o delle famiglie deportate da Salvini nei lager libici.
Ed ovviamente la probabilità che un malintenzionato sia armato crescerà in proporzione con la diffusione delle armi e non mancherà chi scambierà il figlio per un ladro dato che era entrato di soppiatto dopo aver fatto le ore piccole. Ma evidentemente voto vale più di una vita.
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