Un altro adolescente è stato spinto al suicidio dal bullismo omofobico



Per quanto il senatore Simone Pillon ami spergiurare su Dio e sulla Madonna che il suo ostentato odio omofobico sarebbe un «diritto di espressione» garantito da quel suo «comandante» che imbraccia mitra pronti a sparare contro chiunque si opponga alla colonizzazione ideologica degli jihadisti leghgisti, la cronaca continua a raccontarci come lui e i suoi amichetti integralisti siano i fautori di un clima d'odio che miete vittime. E fa riflettere un senatore chi dice di voler rapire il povero Alfie per infliggergli atroci sofferenze ad ode del concetto di «vita» teorizzato dal fondamentalismo organizzato mentre rischia di dover rispondere a Dio di aver contribuito alla morte di adolescenti che risultano vittime delle sue invettive.
Nigel Shelby avrebbe dovuto compiere 16 anni tra pochi giorni, ma la sia vita è stata stroncata dall'omofobia. Aveva fatto coming out e aveva indossato una felpa con una bandiera arcobaleno per sostenere il pride di Huntsville. Ma i bulli hanno fatto leva sui pregiudizi che tanto piacciono a Pillon per renderlo vittima di costanti aggressioni. Nigel si è suicidato, esasperato da quelle violenze.
Se è probabile che un qualche amichetto di Pillon racconterà che il ragazzino avrebbe fatto bene ad essere eterosessuale come loro lo avrebbero voluto dato che così facendo nessuno lo avrebbe spinto al suicidio, la cronaca è chiara su quali siano le conseguenze di un clima d'odio promossa da chi pare non curarsi di sedere su una poltrona sporca di sangue.
Il Drag Gunch Sunday e al Drag Queen Bingo, ossia due organizzazioni definite «carnevalesche» ed «antiscristiane» dalla gente di Pillon, hanno raccolto 15mila dollari per aiutare i genitori del 15enne ad affrontare le spese del funerale.
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