Brembate. Anche i Vigili del Fuoco ridotti ad un servizio di rimozione del dissenso contro Salvini



In Italia comanda Salvini e i cittadini hanno l'obbligo di sottostare alla sua volontà. Per farlo capire, il ministro dell'insicurezza ha pubblicamente minacciato i dissidenti, ha insultato quella polizia che non ha vietato il dissenso ai cuoi comizi di propaganda, ha ordinato il sequestro illegittimo dei telefonini dei suoi contestatori e continua a usare la polizia di stato come se fosse una sua milizia privata incaricata di cancellare il dissenso.
E dopo la polizia che ha fatto irruzione nella casa di una signora per sequestrargli uno striscione contro il "capitano" della Lega, ecco che a Brembate il ministro ha inviato i vigili del fuoco per staccare un manifesto che non lo idolatrava come quei miliziani che partecipano quel suo "concorso" che li fa lavorare gratuitamente per il suo tornaconto in cambio della possibilità di "vincere" una sua telefonata.
Eppure, mentre ogni dissenso viene soffocato con la forza, nessuno interviene mentre l'ufficio di propaganda di Matteo Salvini esalta il suo candidato con striscioni in cui attribuiscono ad intere comunità una sudditanza al loro "comandante". Scrivere che Salvini non è il benvenuto provoca l'intervento delle forze dell'ordine, giurare su Dio che tutti i cittadini di un determinato paese acclamino Salvini è invece permesso.

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, commenta su Twitter: «Stamattina alle 9 Salvini parlava a Brembate (Bergamo) ad un’iniziativa di partito. Una signora ha esposto alla finestra uno striscione (vedi foto). Poco dopo lo striscione è stato rimosso dai vigili del fuoco. Domando: chi ha dato loro l’ordine di intervenire? A che titolo?».
Anche l'ex segretario Pd Maurizio Martina, incalza: «Qualsiasi messaggio difforme dal pensiero di Salvini va rimosso e zittito? È accaduto anche questa mattina al suo passaggio a Brembate (Bg). Dalle tv alle strade. Viva la libertà di opinione, di parola, di pensiero! Sempre!». Ed anche la Cgil-Vigili del Fuoco osserva: «Non è lavoro per i Vigili del Fuoco, noi facciamo soccorso e non 'pubblica sicurezza'. Quanto accaduto a Brembate è inaccettabile. Solidali con i colleghi costretti, chiediamo spiegazioni!».
L'assessore al Welfare del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, rilancia: «Sabato il ministro dell'Interno e leader della Lega sarà a Milano: è il momento giusto perchè gli striscioni siano belli e visibili. E provate a chiamarli, i poliziotti».

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